Vacanze in barca ad Antigua e Barbuda

 Vacanze in barca ad Antigua e Barbuda


Dal finestrino dell’Atr 72 in atterraggio all’aeroporto di Saint John’s si fa fatica a rintracciare il cratere del Boggy Peack. Il vulcano spento, poco più alto di una collina, è completamente ricoperto da una vegetazione rigogliosa. Verdi e azzurri dominanti: sono i colori di Antigua, che assieme a Barbuda chiude l’infilata di isole delle Piccole Antille, tra Porto Rico e il Venezuela, l’Oceano Atlantico e il Mar Caraibico.

In queste due ex colonie inglesi, ora riunite in un unico Stato sotto il Commonwealth, i dépliant degli uffici turistici ricordano orgogliosamente che c’è una spiaggia di soffice sabbia per tutti i 365 giorni dell’anno.

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L’Antigua Yacht Club (AYC), con il suo resort affacciato sul trafficato marina, è un crocevia del mondo. I consigli di armatori e skipper sono il miglior portolano per scoprire approdi, baie e locali sulla spiaggia. Se poi i suggerimenti arrivano da un italiano trapiantato qui sin da bambino, grinder di America’s Cup del Team Prada Luna Rossa, le aspettative di entrare nell’anima autentica dell’isola aumentano notevolmente.

Shannon Falcone, figlio di Carlo, console onorario di Antigua, sottolinea l’importanza di vivere l’esperienza di uno degli eventi più iconici dell’isola: l’Antigua Sailing Week. Si tratta di una regata riservata a iolle e cutter d’antan che nel 2022 è in programma dal 30 aprile al 6 maggio. Una manifestazione che mescola buona marineria ed eventi, con party sulla spiaggia o sulla terrazza dell’AYC all’English Harbour St. Paul’s Parish, popolato al tramonto di yacht lussuosi e barche per la pesca d’altura. Nelle vicinanze c’è il Nelson’s Dockyard, cantiere navale di fine ‘700, con negozi, ristoranti e un museo di storia navale. Da visitare.

Prua a nord: da Antigua a Barbuda

Doppiate, a ovest, Half Hyde Bay e Tamarind Hills, si apre la baia di Jolly Harbour, dove la buca 7 del Jolly Harbour Golf Club finisce praticamente nelle acque calme del porto, sede delle compagnie di charter nautico. Da qui si parte per risalire verso l’estremo nord dell’isola. Dickenson Bay è tra le baie più raccomandate dalle guide, ma la più romantica e raccolta è Ana’s Beach, baciata al tramonto da una luce dorata che si diffonde sulla sabbia bianca. È l’ora per sorseggiare un long drink seduti agli sgabelli dell’Ana’s Lounge Bar, incuriositi dalla vista di una cabina telefonica rossa, a ricordare l’ex appartenenza dell’isola al Regno Unito.

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Venti miglia a nord di Antigua, ecco la solitaria Barbuda, dove ancora si intravedono i segni del passaggio dell’uragano Irma (settembre 2017). Ma la natura ha fatto in fretta a riprendersi. Dalla punta del Barbuda Ocean Club, con il campo da golf che Tom Fazio ha disegnato sfruttando i rilievi delle dune, il versante occidentale è un’interminabile striscia di sabbia che corre da Coco Point e Access Beach (ora ribattezzata Princess Diana Beach) fino alla spiaggia rosa di 11 Miles Beach, con le colorate strutture caraibiche del Barbuda Cottage affacciate sull’oceano.

A Low Bay, invece, le acque poco profonde rivelano il mondo sommerso della barriera corallina, mentre l’interno custodisce un santuario popolato da oltre centomila uccelli. Un paradiso.

In bici tra i palmizi secolari

Si ritorna costeggiando il versante orientale di Antigua, tra Nonsuch Bay e Green Island, predilette da chi fa kitesurf. Apprezzata per i venti costanti e le acque poco increspate la prima, rilassante e meditativa l’altra, grazie all’assenza di inquinamento luminoso, che fa provare la sensazione magnifica di essere avvolti dal cielo stellato. Ma a vincere la sfida dell’isolamento che rigenera è il Jumby Bay Resort, sull’omonima isola privata, a sette minuti di barca dalla costa nordorientale di Antigua.
Qui l’unico mezzo di trasporto è la bicicletta, che consente di muoversi da una spiaggia all’altra attraverso sentieri immersi in palmizi secolari.

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Il ristorante Estate House, nella casa colonica di una piantagione di zucchero restaurata di recente, offre un’atmosfera ottocentesca e un menu di ricerca creolo-mediterranea impostato alcuni anni fa dallo chef stellato Giovanni D’Alitta. Per assaggiare la vera cucina locale, invece, e una selezione dei migliori rum caraibici, con una vista spettacolare su tutta l‘insenatura di English Harbour, si va allo Shirley Heights Lookout, ex fortezza amata dagli antiguo-barbudiani per le escursioni fuoriporta.

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Mentre nei vicoli della capitale St. John’s, lontano dai ritrovi affollati dai turisti, merita senz’altro una visita Papa Zouk, locanda di pescatori dove mangiare un’ottima zuppa di pesce caraibica. E il sapore dell’autenticità è servito.

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Redazione

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