Uffici vuoti, recessione e case piccole: a Londra è fuga in periferia

 Uffici vuoti, recessione e case piccole: a Londra è fuga in periferia


LONDRA – Nella chat che Giorgio, banchiere italiano che lavora a Londra per un colosso finanziario internazionale, ha coi suoi amici ultimamente c’è un solo il tema: tornare in Italia. Sono tutti connazionali che come lui lavorano nella City. E vedono nero per il futuro: tra Brexit e Covid il periodo d’oro di Londra è finito.

Spaventato dalla recessione da una parte; attratto dal canto (fiscale) delle sirene del “Rientro dei Cervelli”;  e allora ecco la tentazione per Giorgio: lasciare la grande casa in affitto e tornarsene in Italia. Il banchiere vive da 15 anni nel Regno Unito: abita a Londra ovest, nella zona residenziale di Earl’s Court. «Ogni giorno, un’ora di metropolitana per andare e una per tornare da qui a Canary Wharf»: la sola idea che a Milano, con lo stesso prezzo di affitto avrebbe un attico extra-lusso al Bosco Verticale e che potrebbe andare al lavoro in bici in 20 minuti, è sufficiente per fargli seriamente prendere in considerazione l’idea di lasciare Londra e il quartiere dove ha trascorso gli ultimi 15 anni della sua vita e dove sono nati i suoi figli.

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Da Lady Di agli expat: radiografia di un boom

Quando, una mattina del 1981, una 18enne Lady Diana uscì dal numero 60 di Coleherne Court, complesso di condomini a Earl’s Court, vicino a dove vive Giorgio, per essere accompagnata a Buckingham Palace e diventare la futura sposa del Principe Carlo, si narra che Margaret, la defunta sorella della Regina Elisabetta, abbia commentato: «Earl’s Court? Ma è una quartiere di prostitute e australiani». L’aneddoto, vero o presunto, ma reso “ufficiale” dalla serie tv The Crown, rivela molto del livello sociale del quartiere, 40 anni fa.

Oggi Earl’s Court è una zona di alberghi, che sono tutti vuoti perché da un anno il turismo a Londra è morto, e di benestanti che vivono in elegantissimi appartamenti con giardino e auto di lusso parcheggiate davanti. Sono tutti expat; europei con stipendi a cinque o sei zeri. Ma ora il mercato immobiliare di Londra, esploso di pari passo con il boom della città come capitale della finanza, inizia a vacillare: la gente se ne sta andando dai quartieri ricchi. La nuova meta è la campagna o la periferia.

Fuga dal centro

Il centro di Londra è un posto dove il costo della vita è così alto che anche un lieve abbassamento del reddito rende impossibile rimanere. Figuriamoci se arriva una recessione mai vista prima. Ecco allora il deflusso dal centro verso zone meno costose. «Negli ultimi mesi sono aumentate le vendite, o l’abbandono in caso di affitto, di appartamenti in Zona 1 e 2 (il centro di Londra, Ndr)» racconta Alberto Orru, manager immobiliare di Investartone del gruppo Remax Diamond. «E allo stesso tempo è balzata la domanda case fuori città, dalla Zona 4 in fuori».



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Redazione

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