Su chi si scommette per il premio Nobel per la Letteratura

 Su chi si scommette per il premio Nobel per la Letteratura


Giovedì sarà annunciato il nome della persona vincitrice del premio Nobel per la Letteratura, dopo l’assegnazione già avvenuta dei Nobel per la Medicina, per la Fisica e per la Chimica.

Le scrittrici e gli scrittori piazzati meglio sono in gran parte gli stessi da anni. Il Nobel per la Letteratura è una specie di premio alla carriera, non per una singola opera, e per questo si fanno soprattutto nomi di persone di età avanzata e noti in molti paesi. Dato che è dal 2012 che il premio non viene dato a una persona che non sia europea o nordamericana (quell’anno fu assegnato al cinese Mo Yan), si potrebbe scommettere su una scrittrice o uno scrittore asiatico o africano: ma la stessa considerazione si poteva fare nel 2020, anno della poeta canadese Louise Glück. Per quanto riguarda il rapporto tra vincitrici e vincitori, è ancora a grande vantaggio dei secondi: dal 1901, quando il premio Nobel per la Letteratura fu assegnato per la prima volta, lo hanno vinto 101 uomini e 16 donne.

Abbiamo messo insieme qualche informazione su scrittrici e scrittori su cui si sta scommettendo di più nel Regno Unito (dove c’è una grande tradizione di scommesse e ce ne sono anche sul Nobel), per chi vuole fare un “toto Nobel” con gli amici o semplicemente vuole prepararsi in anticipo sulla bibliografia del vincitore.

Annie Ernaux
È la persona su cui in assoluto si sta scommettendo di più: una scrittrice francese di 81 anni, autrice di brevi libri autobiografici, che in Italia è stata “riscoperta” negli ultimi anni. Da uno dei suoi libri è stato tratto L’événement (L’evento), il film che ha vinto il Leone d’Oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia: pubblicato in Francia nel 2000, racconta la storia del suo aborto clandestino.

In italiano si possono leggere anche altri sette dei suoi libri, tutti pubblicati di recente dalla casa editrice L’orma. Tra questi ci sono La donna gelata, originariamente pubblicato nel 1981, dedicato agli squilibri tra moglie e marito in un matrimonio dell’epoca; Gli anni, in cui gli avvenimenti della vita della scrittrice sono contestualizzati nella storia della Francia; e L’altra figlia, che parla della scoperta da parte di Ernaux dell’esistenza di una sorella morta prima della sua nascita.

L’ultimo premio Nobel per la Letteratura assegnato a una persona francese è quello del 2014, vinto da Patrick Modiano. Prima di lui altri quindici Nobel per la Letteratura erano stati assegnati a francesi – tutti uomini.

Anne Carson
Difficile immaginare che il Nobel possa davvero essere assegnato a lei, dato che è una poeta nordamericana come la vincitrice dello scorso anno: eppure insieme a Ernaux è la più quotata dalle società di scommesse britanniche.

Ha 71 anni, è canadese ed è anche una professoressa universitaria di lettere classiche. Le sue opere sono spesso sperimentali e difficilmente categorizzabili. Alcuni dei suoi libri sono stati pubblicati negli ultimi anni – da quando si è cominciato a parlare di lei come possibile candidata al Nobel – a distanza di tempo dall’edizione originale. Nel 2020 la Nave di Teseo ha pubblicato Autobiografia del rosso, una riscrittura del mito greco di Eracle e Gerione, e Utopia Editore Economia dell’imperduto, una riflessione su vari argomenti a partire dalle biografie di due poeti: Simonide di Ceo, un poeta greco antico, e Paul Celan, un poeta rumeno di origine ebraica che scriveva in tedesco.

Da qualche settimana è uscita la raccolta di poesie Era una nuvola, pubblicata da Crocetti.

Anne Carson a New York, il primo aprile 2019 (La Presse/AP Photo/Mark Lennihan)

Haruki Murakami
O Murakami Haruki, come si dice dalle sue parti. Ha 72 anni ed è lo scrittore giapponese contemporaneo di maggior successo nel mondo: è apprezzato anche da persone che non leggono tantissimo, e i suoi libri, tradotti in cinquanta lingue, vendono milioni di copie.

Da anni ormai è citato come possibile vincitore del Nobel per la Letteratura, ma in passato raramente l’Accademia Svedese (l’organizzazione che lo assegna) ha premiato autori di grande successo commerciale.

Tra le cose che più caratterizzano la narrativa di Murakami c’è un certo grado di surrealismo o “realismo magico”: capitano spesso cose strane o soprannaturali che i personaggi e i lettori non riescono mai a capire fino in fondo, e questa è una delle cose che più hanno contribuito al suo successo. Il suo ultimo romanzo è L’assassinio del commendatore, mentre il suo ultimo libro pubblicato in italiano è la raccolta di racconti Prima persona singolare. Ma per cominciare a leggerlo e farsi un’idea del suo stile conviene partire, ad esempio, da Kafka sulla spiaggia o Dance dance dance.

Haruki Murakami a Quito, in Ecuador, nel 2018 (ANSA/EPA/JOSE JACOME)

Ludmila Ulitskaya
O Ljudmila Ulickaja, a seconda di quale traslitterazione dal cirillico si sceglie. È una scrittrice russa di origine ebraica e ha 78 anni.

Quando ancora c’era l’Unione Sovietica, perse il suo lavoro all’Accademia delle Scienze per aver diffuso libri proibiti, i cosiddetti samizdat, e molte sue opere parlano delle persecuzioni durante lo stalinismo. Uno dei suoi più recenti romanzi tradotti in italiano è Il sogno di Jakov, pubblicato dalla Nave di Teseo: racconta la storia di una donna che si trova a leggere le lettere scambiate dalla nonna con il marito (lo Jakov del titolo) in gioventù, e che oltre alla loro storia personale ripercorrono quella della Russia nel Novecento.

Ludmila Ulitskaya nel 2016 (Ulf Andersen/Aurimages via ZUMA/ansa)

Ngugi wa Thiong’o
Lo scrittore keniota Ngugi wa Thiong’o, noto anche come James Ngugi, è considerato uno dei più importanti scrittori africani viventi e già nel 2014 era dato tra i favoriti per il premio Nobel per la Letteratura. Ha 83 anni e scrive sia in inglese che in kikuyu, una lingua del Kenya.

Il suo primo romanzo (scritto in inglese) fu tradotto in italiano nel 1975 da Jaca Book con il titolo Se ne andranno le nuvole devastatrici. Gli ultimi suoi libri pubblicati in Italia, o meglio ri-pubblicati, sono Un chicco di grano, un romanzo ambientato all’epoca dell’indipendenza del Kenya, avvenuta nel 1963, Nella casa dell’interprete, un’autobiografia, e Il mago dei corvi, che invece parla di un dittatore affetto da una misteriosa malattia (si è gonfiato, fluttua in aria e non riesce a parlare) da cui solo un giovane stregone lo può guarire.

È dal 1986 che il premio Nobel per la Letteratura non viene assegnato a un autore africano nero; allora lo vinse il nigeriano Wole Soyinka.

Ngugi wa Thiong’o a Barcellona, l’8 maggio 2017 (La Presse/EFE/Alejandro Garcia)

Margaret Atwood
Dopo Murakami, è forse l’autrice più nota e ampiamente apprezzata di questa lista. Canadese come Carson, ha 81 anni.

Si è parlato molto di lei negli ultimi anni perché è l’autrice di Il racconto dell’ancella (1985), The Handmaid’s Tale in inglese, da cui è stata tratta la serie tv omonima, quella della società teocratica distopica e patriarcale in cui le donne indossano abiti rossi e grandi cuffie bianche, un costume usato in manifestazioni femministe di tutto il mondo. Nel 2019 è uscito il seguito del romanzo, I testamentiqui si può leggere un estratto. Invece qui si può leggere qualcosa in più sugli altri libri più noti di Atwood, che non c’entrano nulla con le ancelle.

La prima persona canadese a vincere il Nobel per la Letteratura era stata la scrittrice Alice Munro, nel 2013. 

Margaret Atwood, dopo aver ricevuto un riconoscimento dalla regina Elisabetta II, il 25 ottobre 2019 (La Presse/APimages/Aaron Chown PA Wire)

Maryse Condé
È una scrittrice originaria della Guadalupa, territorio d’oltremare francese che si trova nei Caraibi, e l’anno scorso era data come favorita dagli scommettitori. Ha 84 anni ed è un’autrice di romanzi storici.

Il più famoso è Segù, ambientato nel Seicento in Mali, ai tempi dell’impero Bambara. In italiano di recente sono stati pubblicati altri suoi libri, tra cui l’autobiografia La vita senza fard, e i romanzi Io, Tituba, strega nera di Salem, che racconta la storia di una schiava ai tempi dei processi contro le “streghe” di Salem, La vita perfida, la storia di una famiglia di ex schiavi neri nel Novecento, e La traversata della mangrovia, che invece racconta una comunità della Guadalupa riunita per un funerale.

Nel 2018, dato che il Nobel non era stato assegnato, i librai svedesi avevano organizzato un premio letterario alternativo, il New Academy Prize in Literature, basato su voti provenienti da tutto il mondo: fu proprio Condé a vincerlo.

Maryse Condé dopo aver ricevuto il New Academy Prize in Literature a Stoccolma, il 9 dicembre 2018 (EPA/CHRISTINE OLSSON, ANSA)

Mircea Cărtărescu
È uno scrittore rumeno, il più noto e affermato del suo paese, e ha 65 anni. Ha vinto molti premi letterari europei e vari suoi romanzi sono stati pubblicati in italiano. La casa editrice Voland ne ha tradotto la maggior parte, tra cui la trilogia scritta in 14 anni Abbacinante: solo il primo volume, L’ala sinistra, è lungo quasi 500 pagine e ha migliaia di personaggi.

Come il più recente Solenoide, lungo quasi mille pagine, molto apprezzato dalla critica e pubblicato quest’estate dal Saggiatore, Abbacinante è un romanzo che mescola realtà e allucinazione, per cui vengono usati aggettivi come «caleidoscopico». Mai nessuno scrittore rumeno o scrittrice rumena ha vinto il Nobel per la Letteratura.

Mircea Cărtărescu a Bucarest, il 18 aprile 2018 (EPA/ROBERT GHEMENT, ANSA)

Jamaica Kincaid
Originaria di Antigua e Barbuda, un paese insulare caraibico, vive da molti anni negli Stati Uniti. Ha 72 anni e per venti ha lavorato nella redazione della rivista New Yorker.

I suoi romanzi, in parte ispirati alla sua giovinezza, parlano molto dell’eredità del colonialismo, del postcolonialismo, di razzismo e questioni di genere. Il primo, cronologicamente, è Annie John (1985), che racconta dell’infanzia e della giovinezza di una ragazza di Antigua e in particolare del suo rapporto con la madre. Il più recente è Vedi adesso allora (2013), che invece è ambientato negli Stati Uniti e parla di un matrimonio finito.

Jamaica Kincaid a Roma, il 14 giugno 2010 (Cosima Scavolini/Lapresse)

Jon Fosse
Jon Fosse è uno scrittore e drammaturgo norvegese di 62 anni. Molto famoso nel suo paese (nel 2011 la famiglia reale norvegese gli concesse di vivere nella residenza Grotten, una casa riservata ad artisti norvegesi meritevoli), non è particolarmente noto in Italia, anche se Fandango prima e la Nave di Teseo poi hanno pubblicato alcuni suoi romanzi. L’ultimo è composto dai primi due capitoli di una “settologia”: si intitola L’altro nome. Settologia (Vol. 1-2) e ha per protagonisti due versioni della stessa persona, un uomo anziano di nome Asle.

Ci sono stati tre premi Nobel per la Letteratura norvegesi finora, ma l’ultimo risale al 1928: fu vinto dalla scrittrice Sigrid Undset.

Jon Fosse a Francoforte, il 16 ottobre 2019 (Boris Roessler/dpa, ANSA)



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Redazione

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