Speciale Trentino, tutto pronto per la stagione invernale

 Speciale Trentino, tutto pronto per la stagione invernale


La neve sposa la tecnologia

“La sensazione è che ci sia tanta voglia di tornare a sciare”. Ad affermarlo Fabio Sacco, direttore Apt Val di Sole e presidente Consorzio Skirama, che riunisce tutte le destinazioni del Trentino Occidentale, complessivamente 8 località turistiche e 5 Apt. La conferma arriva anche dall’incontro con i partner sui diversi mercati, “c’è voglia di tornare da noi per la stagione invernale, ce lo potevamo aspettare, ma è importante che ci sia la conferma”. Soprattutto alla luce del fatto che “la precedente stagione è stata inesistente, ma siamo convinti che questa sarà buona. Il lavoro da parte delle autorità competenti è stato fatto, a metà ottobre abbiamo avuto le informazioni che ci hanno rassicurato sul fatto che ci saranno le condizioni per iniziare la stagione. L’accesso agli impianti tramite green pass richiede organizzazione, ma permette di operare”, osserva. Quanto alla capienza ad oggi, pur sapendo che sono dati che possono variare, “le normative prevedono l’80% di capienza negli impianti di risalita chiusi e il 100% per seggiovie ed impianti di risalita aperti. Al momento non si parla di contingentamento in termini di numero massimo di sciatori presenti in una giornata in una località”.

Novità di prodotto

Il grosso del lavoro è stato fatto dalle diverse località “per essere nelle condizioni di operare con soluzioni tecnologiche che rendano la vita più semplice agli ospiti, come la vendita online degli skipass. Tutte le società si sono attrezzate, anche con prezzi vantaggiosi”, esemplifica il manager. Un’altra mossa è stata il lancio di formule diverse di skipass. Per esempio il 5 su 7, che permette di sciare 5 giorni e le altre due giornate si possono dedicare ad altro. Un modo per innovare il prodotto. Oppure c’è lo skipass per non sciatori, è una novità, “era pronto l’anno scorso, ma non è stato possibile lanciarlo (causa pandemia, ndr)”. Permette di andare in quota dove poi si possono seguire i percorsi a piedi, un ambito su cui le destinazioni si stanno impegnando molto. Nella Val di Sole vi sono più di 20 percorsi battuti segnalati. Oppure visitare i rifugi dove si può mangiare, oltre ad altre opportunità pensate per i non sciatori.

Innovazione digitale

Il target è trasversale e dipende dalle diverse località. Si va dal più alto spendente, con clientela internazionale legata al jet set, alle famiglie. “Esiste una varietà, quello che si può dire è che si cercano anche prodotti complementari allo sci, passeggiate, gastronomia, paesaggi”. Tra le carte giocate gli eventi, come i festival della musica, alcuni molto particolari, come quello che prevede l’uso di strumenti di ghiaccio, un modo per distinguersi. Sul fronte dello sci resta importante “avere un prodotto che si rinnovi. Le nostre località si stanno attrezzando anno dopo anno per migliorarsi nell’offerta”. Il che si esprime attraverso l’innovazione digitale. Qoda è la novità di quest’anno, “è una app che permette di azzerare la coda fisica e di prenotare l’accesso a funivie e cabinovie, sapendo a che ora prendere l’impianto. Ci si mette in coda virtualmente, man mano che si avvicina il proprio turno ci si approssima all’impianto”, spiega Sacco. L’app funziona anche per i rifugi sulle piste. La tecnologia gioca un ruolo chiave oggi, in epoca Covid ancora di più, ma anche per l’operatività normale, per esempio sul fronte innevamento, “con soluzioni tecnologiche di risparmio di acqua e di energia”.

Sostenibilità e digitale nel successo della stagione bianca

Una stagione invernale in sicurezza e ricca di servizi. Green pass, distanziamento, applicazione dei protocolli ma anche nuovi impianti, innevamento perfetto, riduzione delle emissioni di CO2, efficientamento energetico, più risorse green per una cultura del rispetto ambientale e sociale a tutti i livelli e l’abbattimento dell’impatto sul territorio. Nella Provincia Autonoma di Trento, il Consorzio impianti a fune Val di Fassa e Carezza si prepara così a ricevere gli ospiti. Ne parliamo con la presidente Elisa Maccagni. Dopo due anni di fermo, come si sta preparando la stazione sciistica? “C’è grande entusiasmo da parte degli operatori turistici in vista della stagione invernale, che per la Val di Fassa prenderà il via il 4 dicembre. L’individuazione di una prospettiva certa definita dal decreto Green Pass bis ha intensificato a livello tecnico e organizzativo gli sforzi del comparto per presentarci ai cancelletti di partenza puntuali e preparati. Da tempo l’attenzione, diretta già dai mesi estivi sulla gestione del controllo del Green pass, si è focalizzata sullo sviluppo di applicazioni online per l’attivazione del pass, che dovrà essere associato a un certificato verde prima di consentire il transito agli impianti, interessati anche da piani di investimento per il loro rinnovo”. Quali le misure attivate e le novità? “Nel comprensorio tra lo scorso e quest’anno sono stati sostituiti o realizzati ex novo tre impianti, tra i quali il nuovo collegamento da Tires verso la skiarea tramite una funivia da 60 posti, il primo impianto “cabrio” del Dolomiti Superski. Proseguono poi gli investimenti finalizzati a rendere più efficienti i sistemi di innevamento e per migliorare la sciabilità dei piani pista. Per quanto concerne i servizi, è stato rivisitato lo shop online Dolomitisuperski.com dove è possibile acquistare quasi tutti i tipi di skipass. Il cliente potrà ritirare il ticket presso i totem ticket box o trovarlo in camera, delegando il datore di alloggio. Infine, una nuova Skiers Map online fornirà informazioni utili anche in vista di eventuali modifiche by the way dell’itinerario sci”. Avete sviluppato attività promozionali? “Abbiamo previsto la partecipazione a eventi fieristici e trade in Italia, all’organizzazione di momenti di scambio di relazioni e workshop in diverse città italiane. La pandemia ha rafforzato l’esigenza di incontrare partner commerciali e i media non solo per riavvicinare gli appassionati sciatori alla destinazione ma anche per comprendere gli impatti e, soprattutto i cambiamenti, che caratterizzeranno la società post Covid. La maggior parte delle risorse economiche e degli sforzi della destinazione Val di Fassa sono stati concentrati sul digitale, che in questa fase vede il proprio focus sul mercato domestico e sui mercati tradizionali di prossimità, Italia e Dach”. Quali progetti sul fronte dei nuovi cluster? La sostenibilità ambientale, sociale ed economica non sono più solo un macrotrend di consumo ma temi che hanno investito le nostre vite. Per questo è chiaro come anche nei comprensori sciistici le Dmo, assieme agli operatori turistici – tra i quali gli impianti a fune sono un driver importante -, sono chiamati ad avere un ruolo nuovo per garantire la salvaguardia del territorio. Una profonda riflessione sui valori del marchio Dolomiti Superski, che vogliono essere identificativi della nostra realtà e distintivi per il futuro, hanno visto negli ultimi anni la definizione di un focus sul concetto di sostenibilità credibile. All’interno di questo contesto si rende necessario un nuovo senso comune di responsabilità, che ha portato le società impianti della Val di Fassa, grazie alla collaborazione con Dolomiti Superski, a farsi parte attiva nell’avvio di un percorso di sensibilizzazione”. P.O.

Nella natura tra sleddog e giri in carrozza

Con le ciaspole, sugli sci, in bob, sulle tavole di ultima generazione. Ma avete mai provato ad affrontare la neve su una slitta con i cani? L’immagine è molto evocativa del Grande Nord e, infatti, nei Paesi artici questa soluzione rappresentava un tempo l’unica possibilità per coprire le distanze tra un villaggio e l’altro. Oggi esistono mezzi motorizzati ma lo sleddog rimane nell’immaginario, suffragato da una ricca letteratura e da una tradizione di grandi corse ancora attuali come l’Iditarod nordamericana, un’attività che ispira libertà, contatto con la natura e forte intesa con i cani. In Trentino, la guida di una slitta trainata da una muta di siberian husky e alaskan malamute, le razze più adatte a percorrere ampie distanze sulla neve, conferma la fantasia e scatena sensazioni forti. Colui che conduce la slitta si chiama musher e il team che la traina è composto da un minimo di otto a un massimo di venti cani, ognuno con il proprio specifico ruolo. Agli ospiti cinofili la destinazione offre anche l’husky trekking, un’escursione “a sei zampe” in cui l’abilità è gestire il cane guida e stare al suo passo. L’ambiente è certo la più preziosa ricchezza del Trentino, non un semplice panorama da fotografare ma un habitat vivo e coinvolgente grazie all’equilibrio tra piante, uomini e animali. E che cosa potrebbe essere più fiabesco di una carrozza a cavalli nel silenzio di un paesaggio innevato? Rispetto alla slitta con i cani, l’escursione comodamente seduti sulla morbida selleria dell’attacco è certo molto meno wild ma assolutamente perfetta per le famiglie e le coppie. La passeggiata, ritmata dal passo dei cavalli reso sicuro da ferrature speciali da neve, viene proposta anche al chiaro di luna, tra i suggestivi masi illuminati. Per i bambini, la gita in carrozza è il momento migliore per cercare di avvistare, rimanendo in assoluto silenzio, le bellissime Vivane, fate leggiadre che vivono nei boschi, vicino a corsi d’acqua. Creature delicate e buone, aiutano i viandanti smarriti e i locali nelle faccende domestiche. Per ringraziarle, si fanno costruire nelle finestre di legno delle piccole aperture per lasciare loro da mangiare sul davanzale. Ancora oggi, questi fori visibili negli scuri delle case tradizionali, si chiamano “portelle delle Vivane”. Da sempre l’accoglienza genuina, gli spazi aperti e i ritmi naturali fanno del Trentino una destinazione ideale per chi vuole ritrovare equilibrio e benessere. L’ampia offerta di servizi per la stagione invernale – anche originali e inconsueti come queste esperienze emozionali a contatto con cani e cavalli – cui la destinazione ha lavorato con impegno per trasformare la stagione bianca in un consolidamento della ripartenza per cittadini e ospiti, costituisce, specie in questo momento di grande richiesta di soluzioni outdoor, un plus per i soggiorni di tutta la famiglia. P.O.

Il mondo Snowpark

Sono il cuore del divertimento adrenalinico e sono anche in costante crescita. Si adattano ad un pubblico sportivo amante delle emozioni forti. Stiamo parlando degli snowpark, aree destinate esclusivamente al fuori pista, per divertirsi ma preservando il fattore sicurezza. Vi si possono praticare freeride e freestyle. Il primo è considerato il lato più “selvaggio” della montagna d’inverno, ovvero lo sci fuoripista, quella pratica sportiva che spinge ad alzarsi presto, inforcare gli sci e lanciarsi da ripidi pendii innevati, alla ricerca di una forte energia. Si tratta di uno sport dall’alto livello tecnico ma anche umano, vista l’esperienza che richiede.

L’ offerta di molte località in Trentino si è arricchita di tracciati in sicurezza e interi versanti delle montagne sono ormai dedicati al freeride. E’ bene ricordare sempre, però, che questa attività richiede un’idonea preparazione psicofisica e scialpinistica, l’obbligo di un equipaggiamento adeguato (compresi l’apparecchio per la ricerca dei travolti in valanga, unito a pala e sonda) e soprattutto una conoscenza approfondita della montagna.

In ogni zona del Trentino ci si può affidare alle guide alpine e ai maestri di sci locali per imparare e farsi accompagnare in uscite guidate in piena sicurezza. L.D.

Cinque percorsi per gli amanti dello scialpinismo

Il regno degli scialpinisti si trova lontano dalla confusione delle piste, dagli impianti di risalita e dalle seggiovie. Questa disciplina trova, in Trentino, un luogo ideale per sperimentare un’emozione duplice: prima si sale verso la cima con le pelli di foca, ammirando natura e paesaggi, e poi si scende nella neve fresca, gustandosi fino in fondo l’adrenalina che regala una discesa nella natura. Uno sport che richiede una certa prudenza ed esperienza, per cui è bene farsi accompagnare da esperte guide alpine e portare con sé sempre le dotazioni di autosoccorso. Sono cinque gli itinerari selezionati e che si caratterizzano per difficoltà contenute e spettacolari panorami. Il primo alla Cima d’Arzon è un Itinerario semplice che conduce su una cima panoramica tra le Pale di S. Martino e la catena vera e propria dei Lagorai. Il secondo sul Monte Sole è una facile escursione nella Val di Rabbi, con il valore aggiunto di un rifugio aperto anche in inverno lungo il percorso, Malga Monte Sole Alta. La salita al Monte Cornetto è un percorso vertical Carbonare/Cornetto da poco ripristinato.

Il quarto percorso, in Val Gelada, rappresenta una classica escursione nel Brenta settentrionale che regala spesso ottime sciate vista l’esposizione a Nord e l’alta frequentazione è giustificata anche dalla regolarità dei pendii, abbastanza sostenuti ma mai troppo ripidi. Infine c’è la Cima Juribrutto, un itinerario che si sviluppa su pendii ampi, omogenei e mai estremi; un’escursione facile, sia in salita che in discesa, adatta anche a scialpinisti poco esperti. L.D.

 

Pedalare “galleggiando”

Negli anni della ciclo-mania, non poteva mancare la versione da neve. E il Trentino si è attrezzato di conseguenza, anche grazie alla sempre maggiore diffusione della “fat bike”. Questa evoluzione della mountain bike è per fortuna “grassa” soltanto di nome, e non di fatto. Ad essere oversize sono infatti solo gli pneumatici, dotati di sezioni di almeno 3,7 pollici e di cerchi più larghi di 44 mm. Gonfiate a bassa pressione, queste ruote permettono anche al principiante di affrontare qualsiasi superficie con incredibile facilità. L’aderenza assoluta ed il perfetto controllo del mezzo donano la sensazione di “galleggiare” sulla neve: pedalare senza temere di scivolare, muoversi agilmente tra abeti e larici, nel silenzio del bosco innevato, magari dopo il tramonto, è un “fuori pista” alla portata di molti, grazie anche alla disponibilità di fat bike elettriche. Le piste per fat bike sono i panorami aperti sulla bellezza della natura, che in Trentino si trovano ovunque, tra valli e piccoli borghi dove esistono già noleggi, servizi e percorsi segnalati.

Alcuni esempi? Sull’Alpe Cimbra si può pedalare in autonomia o con una guida, facendo anche esperienza della discesa in bici anche di notte, con partenza alle ultime luci del tramonto per proseguire in notturna e godersi il silenzio della natura invernale. In Dolomiti Paganella sono invece disponibili noleggi ed escursioni guidate con modelli base, E-Fat Bike elettriche a pedalata assistita, Semi-Fat Bike a pedalata assistita e bici Fat per bambini. I percorsi dedicati, anche con uso parziale degli impianti di risalita, sono principalmente lungo strade forestali. G.M.

Scalare il ghiaccio nel “piccolo Canada”

Scalare pareti di ghiaccio tra piccozze, chiodi da ghiaccio e ramponi, immersi nel bianco delle nevi e nel biancoazzurro dell’acqua allo stato solido.

È questo l’ice climbing, sport sempre più popolare e che in Trentino, in Valle di Daone, trova la meta ideale.

La valle conta infatti ben centoquaranta cascate di ghiaccio, che si formano sugli innumerevoli rii e torrenti. E’ soprattutto questo “playground” sottozero che rende questa destinazione uno tra i poli di maggior richiamo per gli amanti dell’arrampicata su ghiaccio. Queste “pareti di cristallo” sono state scoperte da appassionati nella metà degli anni ottanta e da allora la Valle di Daone è stata soprannominata “il piccolo Canada”, essendo di fatto uno dei più suggestivi siti per l’arrampicata, dove ogni climber ha la possibilità di trovare la propria cascata perfetta.

Tra le cascate più famose, raggiungibili tutte con partenza da Lago di Malga Boazzo, troviamo nomi belli e poetici come il “Sogno del Gran Scozzese” e le cascate “Machu Picchu”, la “Regina del Lago” e la “Excalibur”. G.M.

Salti delle cascate e laghi da leggenda

In Trentino si può vivere una vacanza total green tra boschi, laghi e montagne, tre grandi parchi, quasi 300 laghi, 75 riserve naturali e tanti biotopi. Un’esperienza da non perdere è quella di vedere una cascata da vicino. Si possono raggiungere con passeggiate più o meno lunghe, lungo sentieri di montagna. Le Cascate di Vallesinella sono le più fotografate del Trentino, grazie soprattutto al contesto naturale in cui sono immerse, nei boschi del Parco Naturale Adamello-Brenta. Sono tre salti di acqua (cascate Alte, cascata di Mezzo e cascata di Sotto), un’occasione per concedersi una passeggiata tra boschi di faggi, ai piedi delle Dolomiti di Brenta.

Un’altra proposta sono le Cascate del Lupo, che incuriosiscono già dal nome. Per raggiungerle uno dei percorsi è quello che parte dal paese di Piazze di Bedollo, sull’Altopiano di Piné, a circa mezz’ora di auto da Trento. Da qui comincia la passeggiata tra scalini di pietra e rocce. Dopo trenta minuti di camminata, si arriva al cospetto delle cascate del lupo, alte 36 metri. La regione offre quasi 300 laghi, da quelli grandi come il lago di Garda, di Caldonazzo o di Molveno, ai laghetti alpini. Ci sono laghi per fare sport sull’acqua, da ammirare lungo le ciclabili, da scoprire dopo una passeggiata sui sentieri di montagna. Ci sono poi i laghi da fiaba, come quello di Toblino, tra leggenda e realtà. Su un promontorio sorge l’omonimo castello, già set cinematografico per la serie televisiva “La Dama velata”. La mattina, il castello emerge dalle nebbie del lago e, secondo la leggenda, si dice che qui ci vivessero le fate. S.V.

Dal bushcraft alle passeggiate sulla neve

Bushcraft ovvero sopravvivere nella natura. La parola è inglese ed è composta dal termine bush che vuol dire bosco, per estensione area selvaggia e craft, cioè capacità. Indica, quindi, la capacità di vivere in aree selvagge. E’ ciò che gli amanti del genere possono vivere in Trentino, ossia accendere un fuoco con un acciarino e materiale naturale, costruire un riparo d’emergenza e interpretare i segnali del bosco.

Ci si può mettere alla prova con questa esperienza “into the wild”, che permetterà di apprendere i segreti per vivere senza le comodità, tipiche delle città. In pratica un salto nella natura inesplorata del Trentino, senza cellulari e altri dispositivi elettronici. La si può vivere tutto l’anno. Ovviamente in inverno la sfida è più affascinante, tra freddo e neve, ma niente paura perché l’avventura nella natura sarà in compagnia di esperte guide alpine.

Per chi, invece, vuol vivere la natura in modo più classico ci sono le passeggiate sulla neve, itinerari facili da percorrere a piedi in inverno, per un turismo slow. Gli itinerari suggeriti alternano tratti soleggiati a romantici sentieri nel bosco. Sono percorsi tematici oppure hanno come meta una malga o un rifugio per una pausa prima del ritorno.

Si possono percorrere a piedi, ma se la neve è soffice si possono indossare le ciaspole. S.V.

Maestri di sci verso nuovi ruoli

Un ruolo di educatore, di guida e accompagnatore del territorio. Stiamo parlando del maestro di sci. Ne parliamo con due esperte come Ombretta Baldo e Maddalena Collini.

Gv: Maestro, accompagnatore, guida: come si è evoluto il ruolo di maestro di sci?

“Siamo sempre noi! Negli anni la figura del maestro di sci si è evoluta, certo, ma ancora oggi è e rimane saldamente legata all’insegnamento delle tecniche sciistiche. Si è però aggiunto un tassello importante con riguardo al ruolo di educatore che ogni maestro svolge, sulle piste ma non solo. Molti di noi, inoltre, non sono “solo” maestri: affiancano a questa professione anche quella di guida alpina, accompagnatore di territorio, accompagnatore di mountain bike. Stanno nascendo nuove professionalità e i maestri si sono mostrati da sempre attenti ad arricchire il proprio curriculum vitae con conoscenze e abilitazioni che li rendono sempre più conoscitori dell’ambiente montano”.

Gv: Quali le attività che svolgete in tutto il Trentino?

“Organizziamo sempre le classiche lezioni individuali e lezioni collettive, adatte al livello tecnico e all’età dei partecipanti, ma le lezioni possono assumere caratteristiche diverse in base alle opportunità che offre il territorio e alle esigenze degli allievi e delle famiglie. Si spazia dai corsi che impegnano tutta la giornata, ai corsi abbinati al servizio di kinderheim per i più piccolini, dalle lezioni più giocose agli allenamenti più tecnici o alle uscite fuori pista. Cerchiamo sempre di soddisfare desideri e cogliere opportunità: siamo professionisti che seguono corsi di aggiornamento e che frequentano corsi di specializzazione, come quelli sull’insegnamento ai diversamente abili, ai bambini, con l’attrezzatura da telemark o da freestyle”.

Gv: Quali esperienze o attività vengono più richieste rispetto al passato?

“Si pensa spesso che si rivolgano al maestro di sci solamente i bambini, i principianti e gli appassionati della tecnica, vuoi per imparare a muoversi sulla neve o per rincorrere la curva perfetta. Ma non è così. Anche perché, diciamocelo, qualche spiegazione tecnica si trova (come tutto, del resto) anche online. Ci piace dire che ci chiamiamo “maestri” non perché siamo docenti perfezionisti, ma perché siamo quelli che accompagnano gli allievi in un’esperienza più ricca. Trascorrere una giornata con un maestro di sci non lascia solamente nozioni e indicazioni tecniche, ma un modo diverso di vivere, godersi e osservare la montagna”.

Gv: Voi contribuite alla conoscenza del territorio: come valutate le sinergie con le imprese locali?

“Storicamente, quello della montagna è un sistema che ha bisogno dell’impegno e della partecipazione di tutti gli attori che la vivono e la fanno crescere. Per questo siamo un ingranaggio importante, al pari delle altre categorie, che contribuisce a portare valore nella rete di relazione con gli altri protagonisti dell’economia territoriale. Condividiamo scelte, proponiamo idee, lavoriamo insieme per raccontare le nostre montagne. Potete vedere le nostre divise tra gli organizzatori di eventi importanti, tra le persone che si danno da fare nelle sagre di paese, tra chi porta il suo contributo nelle organizzazioni senza scopo di lucro, tra le fila di chi spende il proprio tempo per promuovere lo sport giovanile”.

Gv: Come cambierà il vostro lavoro in questa fase pandemica?

“Lo scorso anno abbiamo lavorato molto per codificare regole e protocolli che riuscissero ad assicurare ad allievi e maestri un livello di sicurezza adeguato al rischio. Purtroppo l’inverno scorso non abbiamo potuto sciare, ma il lavoro fatto sarà prezioso per adeguare le nostre organizzazioni alle esigenze contingenti”. L.D.

“Il ricettivo attende gli stranieri”

I periodi di picco per la winter season già alle soglie del sold out, le strutture pronte a lavorare a pieno regime dopo l’anno di stop totale e la grande attesa per il ritorno dei turisti internazionali. È questo lo scenario della ricettività del Trentino disegnato dal presidente di Trentino Marketing, Giovanni Battaiola.

Gv: Battaiola, qual è l’out-look per la stagione invernale alle porte, con le nuove regole stabilite dal Governo a salvaguardia della montagna? Le ritenete soddisfacenti per una piena operatività?

“L’impianto normativo è lo stesso dello scorso anno. Eravamo pronti ma poi non siamo riusciti ad aprire, come noto. E siamo pronti anche quest’anno, con i protocolli già sperimentati in estate e che da un sondaggio su oltre 30mila contatti hanno soddisfatto pienamente il 97,5% dei nostri ospiti. Non abbiamo vincoli sulla ricettività, nemmeno il Greenpass, mentre restano sulla ristorazione, con il dovuto distanziamento. Su questo aspetto le strutture si sono organizzate ampliando gli spazi, anche grazie alla facilitazione burocratica della nostra Provincia, e diluendo gli orari dei pasti, cosa possibile anche per le diverse abitudini delle varie nazionalità del nostro incoming”.

Gv: Che segnali avete dal booking, ad oggi?

“Le prenotazioni sono copiose, specie dal mercato domestico. Al 20 ottobre registravamo già un ottimo incremento del booking rispetto a due anni fa, con un +53%. È invece molto indietro tutto l’estero, a causa delle incertezze e dello stato delle campagne vaccinali nei vari Paesi. L’interesse c’è, come le richieste, specie dai mercati polacco, tedesco, ceco, belga, olandese, svedese. Il Regno Unito invece è fermo, purtroppo. Ma i periodi canonici di alta stagione sono già quasi sold out; abbiamo previsto controlli di accessi alle code, agli impianti, ai ristoranti che aiuteranno uno spostamento anche verso date meno importanti. È anche per questo che abbiamo bisogno degli stranieri: perché gli italiani sono molto legati alle canoniche vacanze scolastiche”.

Gv: Eppure la situazione è senz’altro più favorevole

“Tra i viaggiatori internazionali si è insinuato un tarlo, quello della paura di non tornare a casa. Parliamo del 50% circa del nostro incoming, storicamente, con mercati con alta propensione alla spesa. Come Trentino Marketing li stiamo monitorando e ci stiamo promuovendo capillarmente sui canali digital”.

Gv: Com’è strutturata ad oggi l’offerta ricettiva del Trentino a disposizione dell’incoming, in termini di numeri?

“Abbiamo circa 95mila posti letto in 1.500 hotel, e un extra alberghiero certificato – fatto di affittacamere, rifugi, campeggi, agriturismi e b&b – che cuba altri 80mila posti letto su 1.900 strutture. E poi ci sono gli alloggi privati: quelli che risultano dichiarati sono circa 75mila tra alloggi privati e seconde case, per quasi 350mila posti letto. Finalmente oggi c’è il codice univoco nazionale che obbliga chi affitta a dichiararlo: noi avevamo già iniziato due anni fa con il Cipat, con controlli sanitari e di sicurezza, oltre che di regolarità fiscale. Molte strutture si sono adeguate, la sensibilità c’è”.

Gv: Si notano nuovi trend quanto alla durata media, o si conferma la classica “settimana bianca”?

“Abbiamo molte richieste per la settimana, sì, i fenomeni del weekend e della vacanza lunga arriveranno, ma molto sottodata”.

Gv: Che rapporti ci sono con il trade?

“Come Trentino Marketing valorizziamo tutti i partner che ci vendono, compreso il trade, con il quale dialoghiamo e che formiamo. C’è spazio per tutti, con le giuste proporzioni: per il mercato italiano il rapporto diretto certamente prevale, come sempre, rispetto all’estero dove però non mancano coloro che riescono ad organizzarsi da soli”. G.M.

Ospitalità a tutto tondo

Campeggi, rifugi alpini, agriturismi, baite, b&b, appartamenti, hotel declinati sulle esigenze delle famiglie, degli escursionisti e dei motociclisti, adatti a chi ricerca soluzioni di charme, a chi non vede l’ora di dedicarsi al benessere e a quanti non vogliono separarsi nemmeno un istante dal proprio amico a quattro zampe: sono oltre 1500 in Trentino gli alberghi a disposizione e tutti insieme raggiungono un totale di quasi 94.000 posti letto. Il 74,5% di queste strutture sono classificate fra 3 e 5 stelle. Libertà, semplicità e contatto con la natura senza rinunciare al comfort sono le caratteristiche del campeggio. Nella regione se ne contano 69 e all’interno di questa proposta Trentino Outdoor riunisce strutture che offrono 5 diverse specializzazioni (activity, family, resort, bio e wellness) per una vacanza di qualità e a contatto diretto con la natura. Albe e tramonti, spazi aperti e vista sulle Dolomiti: dormire in un rifugio alpino è un’esperienza da provare e adatta anche a chi non è abituato a trekking impegnativi: un normale allenamento consente di raggiungere la maggior parte dei 146 rifugi del Trentino. Genuinità e semplicità contraddistinguono la proposta degli agriturismi, molti dei quali sono fattorie didattiche che offrono un contatto diretto con gli animali. Per le famiglie sono indicati anche gli Hotel Giocovacanza, con servizi ad hoc per i più piccoli, dallo scalda biberon alle spondine per il letto, latte e prime pappe ad orari flessibili, animazione, laboratori creativi e tanti giochi, mentre per gli escursionisti sono consigliati i Dolomiti Walking Hotel, che presentano una serie di attività settimanali con diversi gradi di impegno, sia d’estate che d’inverno, alla scoperta del territorio e del paesaggio. Se si è alla ricerca dell’insolito, la soluzione giusta è rappresentata dal club Trentino Charme: si tratta di piccoli boutique hotel e resort di montagna, ciascuno diverso dall’altro, collocati in angoli suggestivi e nascosti del Trentino. Per gli amanti delle due ruote è stato creato, invece, il progetto Trentino in moto: nelle strutture aderenti è possibile ricoverare il proprio mezzo e il personale è in grado di fornire assistenza e dare consigli sulle strade migliori. Il benessere dei propri clienti è la bandiera del Consorzio Vita Nova Trentino Wellness che riunisce hotel stellati, campeggi esclusivi e centri termali con uno standard superiore di qualità e servizi: il punto di forza è naturalmente l’offerta wellness tra saune, bagni turchi, idromassaggi, percorsi Kneipp e linee biocosmetiche naturali e biologiche. L’accoglienza dei proprietari e la sensazione di essere a casa caratterizzano i b&b: colazione con prodotti fatti in casa, camere che si distinguono per storia e unicità gli altri assi nella manica. Cuore Rurale riunisce, per esempio, un gruppo di piccoli b&b, agriturismi, alberghi e rifugi situati in alcuni borghi di montagna dove si soggiorna in edifici perfettamente inseriti nell’ambiente circostante, per un’esperienza autentica e rispettosa del territorio e certificata da standard elevati di qualità. Le baite, che hanno conservato l’atmosfera delle abitazioni tradizionali, permettono poi di vivere l’esperienza della montagna più autentica. Gli animi indipendenti possono contare sugli appartamenti, che rappresentano una vera e propria rete ricettiva diffusa sul territorio e un’opportunità per vivere le vacanze in modo completamente autonomo, mentre per chi viaggia con Fido vi sono circa 137 strutture pet friendly. N.S.

Un mondo di servizi a portata di tasca

Scoprire le eccellenze del territorio con importanti agevolazioni e viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi di trasporto pubblico provinciali: è con questa mission che nasce la Trentino Guest Card, uno strumento completamente rinnovato e che ha ampliato l’offerta di servizi disponibili. La possono ricevere tutti gli ospiti che pernottano in Trentino, anche prima dell’arrivo in hotel, in modo da utilizzare i mezzi di trasporto pubblici sul territorio già per raggiungere la struttura. Trentino Guest Card consente, infatti, di accedere illimitatamente alla rete di trasporto pubblico di Trentino Trasporti urbana (di Trento, Rovereto, Alto Garda e Pergine) extraurbana, e di viaggiare con i treni regionali – linee del Brennero, Valsugana e Trento-Malè – sulle tratte provinciali. Basta solo validare la corsa attraverso l’app Trentino Guest Card; se non si dispone di uno smartphone è sufficiente richiedere presso gli uffici turistici o la struttura dove si soggiorna la Tessera trasporti, da validare a bordo degli autobus o nelle stazioni ferroviarie e accompagnare sempre alla Guest Card.In alcuni ambiti del Trentino si possono trovare anche delle Card territoriali complementari alla Trentino Guest Card, ognuna delle quali offre servizi specifici, su misura del turista che visita quei luoghi: ne sono un esempio la Val di Fiemme, la città di Trento, l’Alpe Cimbra, la Val di Fassa, la Val Rendena, la Valle di Comano, la Val di Sole, l’Altopiano di Piné e la Val di Cembra.In qualunque periodo dell’anno, la Trentino Guest Card, per la durata del soggiorno, consente di entrare gratuitamente, o usufruendo di considerevoli sconti, in più di cento siti, fra musei, castelli, centri visitatori dei parchi naturali del Trentino, strutture termali, acropark, cantine, centrali idroelettriche e molto altro. Scoprire le opportunità offerte da questo strumento che contribuisce a rendere davvero unica una vacanza in Trentino è ancora più semplice con l’omonima app creata per Android e iOS. N.S.

Esperienze a 360 gradi

Sci, ciaspole, una passeggiata respirando l’aria che sa di pino mugo, ginepro e fiori di fieno, un momento di relax in una sauna o con un calice di vino: l’inverno in Trentino non è solo attività sulla neve, ma esperienze a 360 gradi. Per chi ama lo sci ci sono almeno otto piste top da provare, tra cui il Canalone Miramonti, dove si disputa la famosa gara di Coppa del Mondo 3-Tre, l’Olimpionica della Paganella, sulla quale si è allenato il campione americano Bode Miller e la Volata in Val di Fassa, con 630 metri di dislivello ed una pendenza massima del 57%. Per immergersi nel paesaggio lentamente basta scegliere le passeggiate sulla Paganella, mentre per chi viaggia con i bimbi non mancano località family friendly e hotel con servizi su misura: Val di Fassa, Val di Fiemme, San Martino di Castrozza, Dolomiti Paganella, Alpe Cimbra, Madonna di Campiglio e Pinzolo, Val di Sole, c’è solo l’imbarazzo della scelta. N.S.

Ritrovarsi in Trentino: il benessere come stile di vita

Parlare di benessere oggi non significa seguire una moda, ma un autentico stile di vita. Chiudete gli occhi: immaginate di immergervi nell’acqua calda e sentire il profumo delle fragranze naturali che agiscono attraverso il naso rilassando i tessuti, unito al piacere di un massaggio distensivo subito dopo essersi tolti gli scarponi. Non è un sogno irraggiungibile, basta concedersi una vacanza in Trentino. Sono molti gli hotel che hanno al loro interno bellissimi e attrezzati centri wellness: tra questi si segnalano il Lefay Resort e Spa Dolomiti in Val Rendena che dispone di 5mila mq di area dedicata, e Qc Terme nelle Dolomiti di Fassa, che propone percorsi benessere in un ambiente curato, in perfetta sintonia con il contesto in cui è immerso.A due passi dal lago di Garda sorge il centro benessere Garda Thermae: una struttura unica, dove sotto la guida di esperti i clienti potranno conoscere e rispettare l’equilibrio del corpo. AquaIn è, invece, un grande acquapark ad Andalo per tutta la famiglia: per i più piccoli scivoli e getti d’acqua e per gli adulti un ampio centro wellness, dove rilassarsi tra saune, bagno turco, percorsi kneipp e il rito dell’Aufguss. Le Terme di Dolomia sono poi pronte ad accogliere gli ospiti dal 6 dicembre fino al 27 marzo. N.S.

 

Fototeca Trentino Marketing, ph. Alice Russolo, Simone Mondino, Luciano Gaudenzio, Federico Modica, Pillow lab, Alessandro Galvagni, Thomas Griesbeck



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Redazione

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