Sostenibilità, Covid, brexit e inclusione ma, anche, donna e uomo: cosa cambia nella lingua italiana?

 Sostenibilità, Covid, brexit e inclusione ma, anche, donna e uomo: cosa cambia nella lingua italiana?


La lingua è una misura della cultura, ma anche, in molti modi, la lingua può essere una misura del tempo. Le parole che usiamo, se sono nuove o relativamente nuove, sono le parole di cui abbiamo bisogno per esprimere e spiegare il nostro mondo. Se poi anche queste parole diventano largamente usate, diventa compito del dizionario spiegare questo uso.

La sfida di capire come parlare dell’impatto

Mentre il mondo fa i conti con la “nuova normalità” che il coronavirus ha colpito le nostre città e comunità, la società affronta la sfida di capire come parlare dell’impatto che il virus sta avendo sulla nostra vita quotidiana.

Un’esplosione di nuove parole

Il coronavirus ha portato a un’esplosione di nuove parole e frasi, sia in italiano che in altre lingue (molte nella lingua inglese, per la verità). Questo nuovo vocabolario ci aiuta a dare un senso ai cambiamenti che sono diventati improvvisamente parte della nostra vita quotidiana.

Termini consolidati come “autoisolamento”, “pandemia”, “quarantena”, “blocco” e “lavoratori chiave” sono aumentati in uso, mentre i neologismi coronavirus/COVID-19 vengono coniati più rapidamente che mai.

Questi includono “covidiot” (qualcuno che ignora i consigli sulla salute pubblica), “covideo party” (feste online tramite Zoom o Skype) e “covexit” (la strategia per uscire dal blocco).

Imparziale, zoombombing, apartitico, effettivo

Altri termini riguardano i cambiamenti materiali nella nostra vita quotidiana, da “Blursday” (un giorno non specificato a causa dell’effetto disorientante sul tempo del lockdown), allo “zoombombing” (dirottamento di una videochiamata Zoom) e “quaranteam” (team online creati durante il blocco) stanno aiutando le persone ad affrontare le mutevoli circostanze lavorative.

Le metafore per parlare del Coronavirus

Questo per non parlare delle metafore che le persone usano per parlare della nostra risposta al Coronavirus, dalle metafore di guerra – per esempio, il briefing di Boris Johnson in cui affermava che: “Questo nemico può essere mortale, ma è anche battibile” – allo sport, tempeste, mostri, disastri naturali e altro ancora.

È stata prestata attenzione all’efficacia delle diverse metafore nell’incoraggiare il rispetto dei consigli sulla salute pubblica, nonché sui problemi di traduzione, interpretazione e accesso all’assistenza sanitaria .

Il linguaggio delle crisi sociali

Mentre la portata dell’innovazione lessicale in relazione al coronavirus è senza precedenti, dobbiamo solo guardare ad altri periodi della storia per vedere come tale creatività linguistica si manifesta in tempi di grave crisi sociale.

La seconda guerra mondiale ci ha dato “radar” (RAdio Detection And Ranging) e “fubar” (Fuck Up Beyond All Recognition).

Più di recente, l’uscita del Regno Unito dall’UE (conosciuta colloquialmente come “Brexit”) ci ha fornito una varietà di termini tra cui “brexiteers”, “remoaners” e “regrexit” – mentre le conversazioni erano dominate da nuovi concetti come “backstop”, “bordi rigidi” e “bordi di scogliera”.

Le altre pandemie e la lingua

Per le principali pandemie sanitarie, l’effetto duraturo sul linguaggio è solitamente che il nome della malattia entra nel linguaggio comune, come è successo con il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), l’influenza spagnola (1918-1920), la SARS ( 2002-2004), Influenza suina (2009) e altri. Ma il coronavirus ha ribaltato il copione e sembra che stia influenzando il discorso pubblico oltre alla semplice aggiunta di una nuova malattia al dizionario.

Dato questo processo di innovazione lessicale, ci sono due domande che vale la pena porsi: perché sono stati coniati nuovi termini ispirati al coronavirus? E perché questi termini hanno trovato vantaggio nelle nostre vite così rapidamente? Dopotutto, vengono introdotte continuamente nuove parole, ma poche di esse entrano nella coscienza pubblica più ampia nel modo in cui abbiamo visto con la terminologia del coronavirus.

La lingua unisce

Nel suo articolo ampiamente citato sulla creatività linguistica, Ronald Carter, ex professore di lingua inglese moderna all’Università di Nottingham, sottolinea che “il gioco verbale è spesso intrapreso per scopi umoristici, che servono in parte ad avvicinare le persone”, così come sfidare la visione “normale” delle cose. Carter prosegue sostenendo che il linguaggio inventivo non è solo ornamentale, ma pratico.

In soli tre mesi, il coronavirus ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Ha chiuso le attività e trasformato i nostri modelli di lavoro. Questo nuovo vocabolario è diventato una scorciatoia utilitaristica per parlare di questioni legate al coronavirus – dall’impatto che il virus ha avuto sulle nostre vite lavorative, all’influenza delle misure di blocco – o anche solo un modo per prendere in giro e ridere del mondo intorno a noi. L’effusione di metafore, neologismi e innovazioni lessicali che abbiamo visto negli ultimi mesi indica il fatto che la creatività linguistica è una parte fondamentale del linguaggio, rimodellando i nostri modi di interagire con il mondo.

Parole dalla comunicazione online

L’interazione umana digitale è ormai da decenni una modalità comune di connessione, ma l’isolamento richiesto dalla pandemia, compreso il distanziamento sociale, l’apprendimento a distanza e il lavoro da casa, lo ha reso essenziale. Una serie di termini relativi al modo in cui comunichiamo online tra di noi sono, anch’esse, entrate nel linguaggio comune.

Parole da nuovi modi di lavorare

Il modo in cui lavoriamo, compreso sia il luogo che il momento in cui lavoriamo, è cambiato negli ultimi anni, con le influenze simultanee della tecnologia mobile e della cosiddetta gig economy . La nostra connessione ha anche cambiato il modo in cui ci riuniamo, sia per lavorare che per raccogliere fondi.

Solo alcuni importanti esempi:

Makerspace : un laboratorio pubblico comune in cui i makers possono lavorare su piccoli progetti personali.

Coworking : essere, relazionarsi o lavorare in un edificio in cui più inquilini (come imprenditori, start-up o organizzazioni non profit) affittano uno spazio di lavoro (come scrivanie o uffici) e utilizzano strutture comuni.

Crowdfunding : la pratica di ottenere i finanziamenti necessari (come per una nuova attività) sollecitando contributi da un gran numero di persone soprattutto dalla comunità online.

Parole dalla politica e dal sistema giudiziario

Poiché è stata attirata una maggiore attenzione pubblica sulle pratiche e sulle politiche del sistema giudiziario italiano, è seguita la volontà politica e i termini precedentemente utilizzati in contesti tecnici e accademici sono diventati parte del più ampio discorso nazionale.

Parole sull’identità

L’italiano ha ampliato i suoi termini di identità negli ultimi decenni e diverse nuove aggiunte dimostrano che questa espansione continua. Le nuove parole che rientrano in questa categoria includono termini principalmente di autoidentificazione e termini usati in modo più giocoso.

Parole di conforto

In un anno indiscutibilmente stressante per tutti – un anno che, non dimentichiamolo – ci confortiamo dove possiamo. Alcuni nuovi termini ci collegano a sensazioni piacevoli e rilassanti sia fisiche che psicologiche.

I dizionari testimoni del tempo che muta

Da sempre osservatorio privilegiato dei mutamenti della lingua italiana, ancora una volta il Nuovo Devoto-Oli, aggiornato annualmente, si conferma come un eccezionale testimone del nostro tempo, rispecchiando il dinamismo, sociale prima ancora che linguistico, del nostro Paese. Se negli anni scorsi è stato inevitabile l’ingresso di neologismi tecnologici e termini inglesi, dato il frenetico e inarrestabile aggiornamento del settore, oggi diventa inevitabile l’attenzione alle parole legate alla mutata sensibilità sociale su temi quali la sostenibilità, l’inclusione, la parità di genere. Così, per esempio, una maggiore sensibilità verso forme di linguaggio non discriminanti, insieme alla crescente presenza delle donne in ruoli tradizionalmente maschili, hanno comportato nell’edizione 2022 la completa riscrittura dei vocaboli “donna” e “uomo”, avvertendo il lettore che frasi come “comportati da uomo” o “sii uomo” associano al genere maschile qualità come il coraggio o la fermezza solo “in base a uno stereotipo tradizionale”.

Alcune parole si evolvono e serve riscriverne il significato

Molte sono le parole di uso comune che hanno bisogno di una riscrittura integrale perché più di altre risentivano dei cambiamenti avvenuti nella nostra cultura e nella nostra società, tra le quali amore e casalingo, per citarne soltanto due che usiamo tutti quotidianamente. Un dizionario all’altezza dei tempi pensa anche a ciò.

I neologismi

Moltissimi sono anche i neologismi e i nuovi significati che riflettono la realtà che ci circonda, tratti come di consueto dal linguaggio dell’attualità (affetto stabile, blended learning, covidico, Didattica Digitale Integrata, long Covid, microplastica, passaporto vaccinale, post-Covid, postumano, proteina spike, SPID, transfobico, variante virale), della politica (climaticida, democrazia elettronica, divario di genere, emissioni zero, impatto zero), dell’economia e della finanza (DOP economy, fondo per la ripresa economica, ipercapitalismo, PNRR, recovery plan), della cultura e dei mass media (abilismo, antiscienza, Big Tech, bioispirato, catcalling, cultura della cancellazione, sindrome della capanna o sindrome del prigioniero, turismo di prossimità, commercio di prossimità), dei giornali e della televisione (climatariano, ecoimpronta, paesi frugali, transizione ecologica), di gerghi e modi di dire (bannato, boomer, cuorare, ingarellarsi, inzigare) e delle nuove mode e tendenze (bioalbergo, dinner cancelling, namelaka, okra, pineseria, sacripantina).

La contemporaneità del linguaggio

La spiccata attenzione alla contemporaneità del linguaggio continua dunque a essere la caratteristica principale del Nuovo Devoto-Oli, arrivato alla quinta edizione, dopo il completo rinnovamento che ha prodotto una nuova idea di vocabolario, sotto la guida dei filologi Luca Serianni e Maurizio Trifone, che nel tempo si sono aggiunti come autori dell’opera concepita da Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli nel lontano 1967.

L’alternativa alle parole inglesi

Restano poi centrali gli aiuti e i suggerimenti linguistici che ne fanno una bussola indispensabile per orientarsi nelle insidie della comunicazione, racchiusi nelle tre rubriche di “pronto soccorso linguistico” che aiutano a trovare alternative alle parole inglesi superflue o difficili da capire (Per dirlo in italiano), a scrivere e parlare evitando gli errori più diffusi (Parole minate) e a esprimersi in maniera appropriata a seconda del contesto e della situazione (Questioni di stile). Perché scegliere si può, e le parole che usiamo ci definiscono e dicono molto di chi siamo.

Sostenibilità, inclusione e parità di genere

Il linguaggio dovrebbe indicare quale deve essere la via maestra per far germogliare rispetto, ascolto e dialogo, e su come sia il contesto scolastico il terreno fertile nel quale gettare le radici. Termini come sostenibilità, inclusione e parità di genere dovrebbero trovare centralità nel percorso di crescita.

Ai giovani servono le forme editoriali miste

Proprio per implementare la sua caratteristica di vocabolario al passo con i tempi, il Nuovo Devoto-Oli ha assunto negli ultimi anni una forma editoriale mista (fisico+digitale) sempre più consistente, nella quale la banca dati digitale sottesa al volume cartaceo ha un forte valore strategico che convoglia la maggior parte degli sforzi per aggiornamenti, integrazioni e sviluppo delle applicazioni. Anche l’edizione 2022 è quindi disponibile nelle due versioni, fortemente integrate: quella cartacea, più snella (2560 p.), con 75.000 voci, 250.000 definizioni e 45.000 locuzioni, e quella digitale, come sito web e applicazione per tablet e smartphone IOS e Android, con 40.000 lemmi e 50.000 definizioni in più, per una fruizione completa di tutti i contenuti, con funzionalità e strumenti pensati per un’esperienza d’uso interattiva, che permetta di avere il vocabolario sempre a portata di mano, compreso l’audio di tutte le voci per una pronuncia corretta e la possibilità di condivisione del lemma, tramite e-mail o post sui principali social network, per risolvere dubbi durante lo studio o il lavoro.





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Redazione

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