Regno Unito, test Covid obbligatori per chi entra nel Paese: ma no ai risultati in italiano

 Regno Unito, test Covid obbligatori per chi entra nel Paese: ma no ai risultati in italiano


LONDRA – Entrare in Regno Unito per gli italiani da ieri è ancora più difficile. Non solo per la Brexit. Non solo perché, a causa della crisi del coronavirus, Londra, sempre da ieri, ha imposto a tutti i viaggiatori (anche inglesi) test del Covid entro le 72 ore precedenti il viaggio verso la Gran Bretagna e quarantena di dieci giorni che può essere interrotta dal quinto giorno con un altro test negativo. A complicare ancora di più le cose, a leggere le linee guida del governo, il risultato del test Covid da presentare prima di imbarcarsi sul volo per l’Inghilterra (molecolare o antigenico) deve essere necessariamente in inglese, francese o spagnolo. Altre lingue, come è scritto chiaramente, non sono accettate, così come “non si accettano traduzioni”. Dovrà trattarsi dunque di un documento originale rilasciato dalla clinica o dall’ospedale, in formato cartaceo o elettronico, ma necessariamente in inglese, francese o spagnolo.

Quindi gli italiani che vorranno viaggiare nelle prossime settimane oltremanica dovranno rivolgersi a una struttura nel loro Paese che fornisca risultati del test Covid in una delle tre lingue sopracitate, altrimenti si rischiano problemi per entrare in Inghilterra. Gli e-gates infatti, ossia i tornelli rapidi con il passaporto biometrico, da ieri sono inattivi alla frontiera britannica, e ogni passeggero dovrà teoricamente mostrare il proprio test, in partenza dall’Italia e all’arrivo in Gran Bretagna. In caso di agenti particolarmente rigidi sulle norme, si rischia di commettere un reato, oltre a ricevere una multa fino a 500 sterline, quasi 600 euro, che però non dovrebbe respingere il viaggiatore alla frontiera. L’ambasciata italiana a Londra e il Ministero degli Esteri sono informati e si stanno già muovendo, anche in coordinamento con altri Paesi Ue, per cercare di risolvere questo problema burocratico.

La svolta dei test obbligatori è arrivata la settimana scorsa dopo il forte aumento dei contagi nelle ultime settimane in Regno Unito (fino a 60mila nuovi casi circa al giorno e anche oltre 1200 morti ogni 24 ore), a causa della cosiddetta “variante inglese” del coronavirus. Per contenerla, dal 3 gennaio scorso il governo ha imposto un nuovo lockdown nazionale, il terzo, chiudendo tutti i pub, ristoranti e negozi non essenziali. Una misura che ora sembra cominciare a fare effetto. I morti totali sono a oggi 89.860 e diversi ospedali sono allo stremo nel Paese per l’afflusso costante di nuovi pazienti Covid. Allo stesso tempo però, se due persone al minute vengono ricoverate per Coronavirus, altre 140 vengono vaccinate. Sinora ci sono state oltre 4 milioni di inoculazioni e il Regno Unito è il Paese più avanti di tutti in Europa nell’immunizzazione anti Covid. 



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Redazione

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