Natale 2021 con il Green Pass: cosa si potrà fare?

 Natale 2021 con il Green Pass: cosa si potrà fare?


Nonostante siano passati ormai quasi due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19, purtroppo siamo ancora qui a parlarne. Seppur la situazione ad oggi sia nettamente migliorata rispetto all’inizio, soprattutto e principalmente grazie alla campagna vaccinale, il virus intacca ancora la vita di tutti noi e siamo ancora soggetti ad alcune restrizioni.

Questo non è sicuramente ciò che vorrebbe leggere chi è già con le valigie pronte per trascorrere le vacanze invernali fuori porta o chi ha già organizzato nei minimi dettagli la serata per l’ultimo dell’anno. 

Ci sono infatti diverse ipotesi di gestione da parte del governo in vista di uno dei periodi più movimentati dell’anno. C’è chi parla di lockdown, chi teme una quarta ondata e chi propone limitazioni specifiche per le persone non ancora vaccinate. 

Ultimamente abbiamo assistito ad una risalita dei contagi, soprattutto in alcune regioni, tra cui Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, le quali passeranno ufficialmente da zona bianca a zona gialla. È quindi giusto pensare che purtroppo non sarà possibile godersi le festività natalizie completamente spensierati. 

Ma non perdiamoci d’animo! Vediamo dunque cosa sarà possibile fare per trascorrere ugualmente il Natale ed il Capodanno divertendosi in compagnia. 

Feste e cenoni

Fortunatamente le feste ed il tanto amato cenone di Capodanno dovrebbero essere salvi da eccessive restrizioni, sia che ci si trovi in zona gialla che in zona bianca. 

Ovviamente ci sono alcune raccomandazioni che i medici e gli esperti esortano ad seguire.

In primo luogo, in tutte le zone permane l’obbligo di mascherina negli ambienti al chiuso e parecchio affollati, soprattutto in presenza di persone anziane o fragili. 

In zona gialla i ristoranti saranno aperti a tutti, ricordando che chi NON è in possesso di green pass dovrà sedere all’aperto. Per tutti coloro che invece sono muniti di certificazione verde è possibile stare al chiuso. 

In zona arancione è vietato il servizio al tavolo nei bar. Mentre in zona rossa tutte le attività di ristorazione sono concesse fino alle ore 22 unicamente con asporto o consegna a domicilio. 

Per quanto riguarda le feste, molti sono i sindaci che si stanno muovendo contro gli affollamenti in piazza, ma al momento ancora niente di certo, anche perché risulta difficile concretizzare delle misure di contenimento in questo caso.

Inoltre, il mondo della ristorazione e del commercio chiede insistentemente di evitare nuove limitazioni, in quanto sarà sufficiente utilizzare il green pass come metodo di controllo e la mascherina come strategia di contenimento del virus. 

Vacanze sulla neve 

Uno dei temi che fa maggiormente discutere è quello degli impianti sciistici. Dopo più di un anno di chiusura, verso fine novembre dovrebbero finalmente riaprire le porte ai visitatori.

Tuttavia, nel caso in cui una regione dovesse subire un aumento dei contagi con conseguente zona arancione, questi sarebbero costretti a tirare nuovamente giù le serrande. Il passaggio in zona arancione impone infatti agli stabilimenti di sci di chiudere.

Non a caso è stata mossa anche la protesta per comprendere lo sci tra gli sport individuali, così da poter essere pratico anche in caso di lockdown.  

Ma restiamo ottimisti e supponiamo non venga dichiarato nessun cambiamento di zona. Vi sono comunque alcune regole da rispettare per tutti coloro che decideranno di andare in settimana bianca: 

  • È sempre obbligatorio indossare la mascherina chirurgica o ffp2 
  • È sempre obbligatorio presentare il green pass, ad eccezione dei minori di 12 anni 
  • Il limite della capienza per le cabinovie è dell’80%, mentre quello delle seggiovie è del 100%
  • In tutte le strutture ed in fila per gli impianti deve sempre essere mantenuto il distanziamento sociale

Al fine di garantire il rispetto di queste regole, sulle piste verranno effettuati dei controlli a campione da parte delle forze dell’ordine. Quindi meglio evitare di fare i furbi!

La risalita dei contagi da Covid-19 sta già mettendo in agitazione le regioni in zone di montagna, tra cui Veneto, Valle D’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. In particolare, la zona dell’Alto Adige, ad oggi, risulta essere quella più a rischio e maggiormente esposta all’eventualità prima citata del passaggio in zona arancione. 

Le regole per viaggi e spostamenti 

Oltre alla montagna, tanti sono gli italiani che ogni anno decidono di partire per le festività natalizie. Anche in questo caso è però opportuno sapere cosa si potrà fare e dove andare.  

In zona bianca è possibile spostarsi liberamente all’interno del paese. Chi è munito di green pass potrà muoversi tra le regioni e prendere aerei e treni di lunga percorrenza.

In caso di passaggio in zona arancione ci sarebbero ulteriori limiti agli spostamenti, i quali sarebbero concessi solo all’interno del comune di residenza o per raggiungere la seconda casa.

Nella peggiore delle eventualità, con la zona rossa, scatterebbe il lockdown ed ha quel punto non sarà più possibile uscire di casa se non per comprovate esigenza lavorative o reali necessità.  

Per quanto riguarda i viaggi fuori dal confine italiano, sarebbe opportuno informarsi in merito alla destinazione e alla sua situazione attuale. Molti paesi, infatti, in queste settimane stanno assistendo ad un notevole aumento dei contagi che ha portato a lockdown parziali o totali in alcuni casi.

Spetta quindi a tutti noi fare una valutazione preventiva della meta che vorremmo visitare ed informarci prima della partenza delle modalità di accesso in un determinato paese.  

Per tutti coloro che si trovano già all’estero e devono rientrare in Italia da un paese dell’Unione Europea, sarà necessario essere in possesso della certificazione verde. Mentre per tutti gli altri paesi verrà richiesto anche un test molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 72 ore precedenti, 48 nel caso dei rientri dal Regno Unito. 

A tal proposito, il presidente della Sicilia Nello Musumeci si è espresso richiedendo ai porti e aeroporti siciliani di sottoporre al tampone anche tutti colore che arrivano da Regno Unito e Germania, fino al 31 dicembre 2021.

Infine, un’interessante proposta per chi desidera trascorrere il Natale al caldo, è quella di prendere in considerazione alcuni canali turistici Covid-free che prevedono un monitoraggio minuzioso dalla partenza all’arrivo. Le mete facenti parte di questo flusso sono Aruba, Maldive, Seychelles, Repubblica Dominicana, Mauritius, Sharm El Sheikh e Marsa Alam.

Si faranno i mercatini di Natale? 

I mercatini di Natale rappresentano una delle tradizioni più famose e amate da parte degli italiani e non solo. È infatti una manifestazione portata avanti in diversi paesi europei.

Ogni anno migliaia di persone si recano in altre città per vedere tutti quegli stand decorati e assaporare quel contesto natalizio e di convivialità. Questi eventi non sono organizzati solo per esporre tutto ciò che concerne il Natale, ma anche per far conoscere la cultura del posto e proporre i prodotti gastronomici regionali.

Insomma, sono dei veri e propri villaggi natalizi dove si può tranquillamente trascorrere tutta la giornata a comprare souvenir e gustare buon cibo. 

Per questi motivi, il solo pensiero che fosse messa a rischio la loro apertura a causa del Covid, ha fatto preoccupare molti di noi. 

Tranquilli! Anche in vista di una possibile risalita della curva pandemica, i comuni si stanno attrezzando per rendere possibile lo svolgimento dei mercatini di Natale in tutte le regioni italiane.

Al momento non è ancora stata ufficializzata dal governo una lista di precauzioni ufficiale per lo svolgimento di tutte le fiere e gli eventi invernali. Sarà però necessario rispettare le limitazioni nazionali che ormai conosciamo tutti a memoria: distanziamento e mascherina!

Alcune specifiche sono state fatte dai comuni di Bolzano, Trento e Rovereto: per i mercatini che si svolgeranno in queste città sarà obbligatorio il green pass. La situazione sarà minuziosamente controllata ed ogni persona con certificazione verde che accederà alla fiera sarà munita di un braccialetto che cambierà all’ingresso ogni giorno. 

Per i mercatini di Verona invece niente green pass, solamente obbligo di mascherina sia al chiuso che all’aperto e divieto di assembramento all’entrata e negli spazi allestiti per gli stand sia fuori che dentro. 

Nelle grandi città di Milano, Roma e Napoli si sta valutando l’eventualità di proporre ingressi contingentati nelle principali vie del centro più affollate per tutto il periodo natalizio. 

Decreto Super Green Pass salva Natale

Mercoledì 24 novembre il Consiglio dei Ministri delibererà in merito al Super Green Pass e ad un’ulteriore stretta per i non vaccinati. Uno degli obiettivi è quello di salvare il Natale e il Capodanno, ma anche premiare chi ha deciso di vaccinarsi imponendo maggiori restrizioni a chi invece ha optato per il contrario. 

Il Super Green Pass rappresenta inoltre per il governo una delle strategie principali per evitare una quarta ondata che potrebbe colpire in nostro paese in vista delle festività invernali.

Per questo motivo sono tante le regioni e le province autonome che vorrebbero venisse applicato sin da subito, soprattutto per salvare quanto più possibile il Natale, il Capodanno e la stagione sciistica. 

Ovviamente il funzionamento della nuova certificazione verde andrebbe adattato a seconda dei famosi colori delle zone. Al momento si discute l’utilizzo del Super Green Pass a partire dalla zona gialla per tutti i colori più gravi. Ma molti sono quelli che spingono per richiederlo anche in zona bianca. 

Di questa idea sembra essere anche Paolo Branchini dell’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che ha dichiarato al Corriere Della Sera

“Se non stiamo più che attenti sotto le feste, l’Italia rischia di trovarsi a metà tra la zona arancione e la zona rossa”.

Secondo le previsioni di Branchini, infatti, a Natale l’Italia avrebbe almeno 2.000 posti letto di terapie intensive occupate, il 24% del totale. Percentuale che si colloca al centro tra zona arancione e zona rossa. 

Basandoci su questi dati, il Super Green Pass sembrerebbe l’unica manovra possibile per contenere l’aumento dei contagi. 

Quali sono i cambiamenti del Super Green Pass? 

Con la nuova certificazione introdotta dal decreto si impedirebbe a chi non è vaccinato di andare al ristorante, al cinema, nei teatri e negli studi, in discoteca, nelle palestre e, molto probabilmente vieterebbe anche l’accesso agli impianti sciistici.

Questo in breve, poiché la lista completa con tutti i dettagli verrà accordata in sede di consulto tra i governatori. Se tutto questo dovesse concretizzarsi, non ci sarebbe più alcuna differenza tra spazi chiusi e aperti, in quanto la certificazione sarebbe richiesta a prescindere. 

Per creare una stretta maggiore, probabilmente si introdurrà la possibilità di ridurre la validità del Super Green Pass da 12 mesi a 9 o addirittura 6.

A seguito di ciò non mancheranno sicuramente le polemiche che vedranno tutto questo come una sorta di obbligo vaccinale non dichiarato e che darà il via a nuove proteste e manifestazioni no vax.

L’obiettivo ultimo del Super Green Pass è quello di mantenere le regioni in zona bianca, così da tenere aperte le attività commerciali e dare la possibilità di svolgere tranquillamente le festività natalizie, che è ciò che chi auguriamo tutti. 

Se così non dovesse essere, per le regioni in zona gialla verrebbe abolito il coprifuoco ma occorrerebbe il Super Green Pass per entrare negli spazi al chiuso e nei bar e ristoranti non più di 4 posti occupati per ogni tavolo

Per quanto riguarda la zona arancione, invece, scatterebbe automaticamente la chiusura, salvo diversa regolamentazione. 





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Redazione

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