Le comunit anti solitudine – CorriereFiorentino.it

 Le comunit anti solitudine – CorriereFiorentino.it




di Caterina Ruggi D’Aragona

Bisogna riorganizzare la vita cittadina riportando al centro la comunit. Perch siamo esseri sociali che hanno bisogno di stare assieme. Anche rinunciando a qualche piccola libert (illusoria) e a quell’individualismo che ha messo il nostro io davanti a tutto. Come e perch uscire da una solitudine che ci ha contagiati prima ancora del Covid? Lo suggerisce Noreena Hertz, direttrice associata del Centre for International Business and Management dell’Universit di Cambridge, nel suo ultimo libro: Il secolo della solitudine (Il Saggiatore). Di cui l’economista, tra gli opinion leader pi influenti al mondo, fa la prima presentazione internazionale oggi alle 17.10 alla Manifattura Tabacchi a L’Eredit delle Donne.


Come nata l’ispirazione per il suo libro?

Sono stata spinta da tre motivazioni. Prima di tutto i miei studenti. Insegnavo all’universit da 20 anni quando, 5 anni fa, mi sono resa conto che sempre pi studenti mi confidavano che si sentivano soli e isolati. Pi o meno nello stesso periodo facevo ricerche sull’ascesa del populismo di destra nel mondo. Iniziai a intervistarne gli elettori: dalle loro storie continuavano ad emergere solitudini. All’epoca, avevo comprato Amazon Alexa: mi resi conto che mi stavo affezionando sempre pi a quel dispositivo che abitava nella mia cucina. E sono arrivata a definire l’economia della solitudine, fatta di beni e servizi pensati per alleviarla. Un mercato in crescita gi prima della pandemia. Iniziando a scavare nella ricerca ho scoperto che prima del lockdown 1 italiano su 10 diceva di essere spesso solo. Negli Usa, 1 millennial su 5 affermava di non avere nemmeno un amico. Nel Regno Unito 2 pensionati su 5 avevano la tv o animali domestici come principale compagnia. In tutto il mondo, il 40% degli impiegati ha affermato di essere solo. Ovviamente, la pandemia ha alimentato questo problema, che influisce sulla nostra salute, sull’economia e sulla democrazia.

Una delle cause scatenanti per lei il neoliberismo…

La solitudine ha iniziato a farsi sentire negli anni 70 e a diffondersi ovunque negli anni 80 di pari passo con l’ascesa del neoliberismo. Che non l’unico imputato; ma ha un ruolo chiave. Innanzitutto perch ha emarginato intere fasce della popolazione che, oltre a ritrovarsi con un reddito basso, o senza lavoro, si sono sentite ignorate. E poi un tema di valori: siamo arrivati tutti a considerarci concorrenti piuttosto che collaboratori, acquirenti piuttosto che donatori. Ci siamo concentrati sempre pi sul nostro “io” che, sorpassando gli interessi collettivi, diventato inevitabilmente pi solitario.

Nel libro racconta l’avanzata sul mercato di robot sociali e mette in guardia dalle trappole dei social network. Come cogliere l’opportunit dell’innovazione tecnologica senza alienarsi?

Durante la pandemia, in Florida hanno spedito migliaia di robot sociali a persone anziane, che hanno testimoniato quanto si sarebbero sentite isolate se non avessero avuto quella compagnia. Quindi, questi Leq (cos li chiamano) hanno un ruolo reale nell’aiutare ad alleviare solitudine e isolamento. Ma, soprattutto per i giovani, c’ un confine labile tra umani e robot. Io stessa adotto molte tecnologie. Ma i risultati della mia ricerca sono inequivocabili: le societ di social media sono le aziende del tabacco del XXI secolo e devono essere regolamentate come tali. Progettate per creare dipendenza, rendono le persone pi sole mentre scorrono i loro feed e vedono che tutti gli altri hanno pi amici di loro. Tanti giovani mi hanno raccontato di sentirsi invisibili, sbagliati, ogni volta che un loro post non viene condiviso. Penso che dovremmo mettere gi i nostri telefoni il pi possibile e interagire di persona.

Quali benefici per la salute e per l’economia porterebbe la riscoperta della comunit?

La solitudine alimenta ansia, depressione, persino suicido. Fa molto male anche alla salute fisica. Se sei solo hai il 30% in pi di probabilit di avere un infarto o un ictus; la possibilit di sviluppare una demenza sale del 64%. Sappiamo che la solitudine costa allo Stato miliardi di euro all’anno in assistenza sanitaria. Quindi aiutare le persone a sentirsi meno sole avrebbe un impatto materiale sulla salute, fisica e mentale. E sull’economia: superandola, il governo smetterebbe di sostenerne i costi sanitari e le aziende avrebbero lavoratori pi efficienti, pi produttivi e motivati.

Scrive che le grandi citt sono luoghi di solitudine e che i piccoli centri preservano le comunit ma portano isolamento. Una citt di medie dimensioni come Firenze potrebbe essere luogo ideale in cui vivere. Cosa suggerirebbe alle istituzioni locali per riportare la comunit al centro della vita cittadina?

Le istituzioni locali possono fare scelte attive affinch le comunit siano forti e i cittadini si prendano cura l’uno dell’altro, in reciproca fiducia, investendo nell’infrastruttura della comunit: biblioteche e parchi pubblici, club giovanili e asili nidi, centri per anziani e spazi fisici in cui la gente condivida esperienze. Possiamo guardare ad esempio al Belgio, che ha introdotto una tassa sui negozi vuoti per incentivare i proprietari ad affittarli. O a Chicago, dove hanno costruito nuovi blocchi di edilizia popolare con filiali della biblioteca pubblica al piano terra. Ancora, si potrebbe decidere di dare un nuovo status fiscale alle imprese pro-community (librerie indipendenti, caff o studi di yoga, ad esempio) che nutrano attivamente la comunit. Intanto, le citt stanno cercando di limitare il fenomeno Airbnb, che sta svuotando interi quartieri di residenti. Io sto lavorando su questo al fianco di governi locali di altre citt del mondo. Mi piacerebbe aiutare Firenze per rinvigorirne la comunit.

Vede opportunit di rilancio per caff, librerie e negozi di quartiere?

Negli ultimi 18 mesi abbiamo vissuto un’esistenza senza contatti. Non avevamo scelta. Ora dobbiamo stare molto attenti a non rinunciare alla connessione per comodit. Questo pu essere un mondo solitario; non deve rimanere tale.

23 ottobre 2021 | 17:12

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Redazione

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