Le Borse di oggi, 5 novembre. Rimbalzo del lavoro Usa, i listini chiudono in crescita. Parigi record

 Le Borse di oggi, 5 novembre. Rimbalzo del lavoro Usa, i listini chiudono in crescita. Parigi record


MILANO – Le Borse si rafforzano e chiudono convinte dopo i dati sul lavoro americano. L’economia americana ha creato nel mese di ottobre 531 mila posti di lavoro, al di sopra delle aspettative. Un forte rimbalzo rispetto ai 194 mila posti creati in settembre. Si tratta della più grande crescita di posti di lavoro in 3 mesi e superiore alle previsioni di mercato di 450.000. La crescita dell’occupazione è stata marcata soprattutto nel settore dell’ospitalità, dei servizi professionali e dei servizi e dei trasporti. Finora, quest’anno, la crescita mensile dell’occupazione è stata in media di 582.000. L’occupazione non agricola è aumentata di 18,2 milioni da un recente minimo dell’aprile 2020, ma è diminuita di 4,2 milioni, o del 2,8%, rispetto al livello pre-pandemia di febbraio 2020. Il tasso di disoccupazione – calcolato su differente base – è sceso al 4,6% dal 5,3%: minimi dal marzo 2020, leggermente meglio anche delle aspettative per un 4,7%. Il presidente Joe Biden ha twittato la sua soddisfazione: “Oltre 5,6 milioni di posti di lavoro creati. Disoccupazione sotto il 5%. Questo è un miglioramento significativo da quando ho assunto il mio incarico e un segnale che siamo sulla strada giusta”. E ancora: “Questo è un altro grande giorno per la ripresa dell’economia americana colpita dalla pandemia. I dati sull’occupazione sono ben oltre le attese e anche i dati dei mesi scorsi rivisti al rialzo. La gente continua a tornare al lavoro”.

I mercati prendono atto dei miglioramenti e Wall Street riparte verso nuovi record: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones guadagna lo 0,6%, lo S&P 500 cresce dello 0,6% e si proietta verso la quinta settimana consecutiva di rialzi (miglior striscia da agosto 2020) e il Nasdaq guadagna lo 0,3%. A spingere i mercati ci sono anche i risultati dei test di Pfizer sulla pillola Covid e gli effetti positivi sulla riduzione del tasso di ospedalizzazione.

Anche gli scambi in Europa migliorano dopo l’apertura cauta e terminano convinti. A Parigi il Cac avanza dello 0,76% a 7.040,79 punti e centra nuovi record, a Londra l’Ftse 100 sale dello 0,35% a 7.305,29 punti, a Francoforte il Dax avanza dello 0,20% a 16.061,05 punti. Bene anche Milano (+1%) con Tim ancora in evidenza e il mercato che si scalda per le indiscrezioni sulla riapertura del dossier per la rete unica con Open Fiber e per le voci di intresse di Kkr a salire in Fibercop. Prysmian aggiorna i massimi storici dopo essersi aggiudicata in consorzio una maxi commessa negli Usa che include la fornitura di 880 km di cavi per un parco eolico offshore che vale 630 milioni per la quota dell’azienda italiana. In rialzo Banco Bpm dopo i conti e il nuovo piano. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo: il Nikkei ha perso lo 0,64% a 29.604,50 punti.

Sul mercato dei titoli di Stato si consolida il recupero delle ultime giornate, dopo che i banchieri centrali sono corsi a rassicurare sul fatto che non c’è fretta di rialzare i tassi: uno scenario che gli investitori avevano iniziato a incorporare nelle loro valutazioni, soprattutto a causa della galoppata dei prezzi. L’ultima mossa in tal senso è arrivata dalla Banca d’Inghilterra, che contro le attese non ha toccato al rialzo il costo del denaro facendo apprezzare ancora di più i titoli di Stato. Cala ancora il rendimento del Btp decennale italiano: il tasso scende a 0,933% da 0,941% della precedente chiusura e si avvia a registrare il maggior calo settimanale da maggio 2020. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende leggermente a 115 punti base in attesa della possibile revisione del rating da parte di Moody’s. Dal Tesoro è arrivata la sequenza di cedole minime per il prossimo Btp Futura, in collocamento dall’8 novembre.

Dopo i recenti cali, il petrolio risale leggermente con il Wti che passa di mano a 79,9 dollari a New York. I prezzi del greggio sono reduci dai livelli più bassi dai primi di ottobre e le quotazioni sembrano lievemente influenzate dallo ‘schiaffo’ dell’Opec+ alla Casa Bianca: il gruppo di produttori di petrolio ha deciso di attenersi al piano di aumentare la produzione di greggio di 400.000 barili al giorno da dicembre, nonostante le minacce dell’amministrazione Biden di utilizzare una “gamma completa di strumenti” per abbassare i prezzi del petrolio. La coalizione ha citato i venti contrari dell’economia e la cautela come motivi per non aumentare la produzione oltre il livello precedentemente concordato, con fonti Opec+ che affermano che gli Stati Uniti hanno molta capacità per aumentare la produzione se ritengono che l’economia mondiale abbia bisogno di aumentare l’offerta.

Tra i dati di giornata, si segnala la delusione che arriva dalla produzione industriale in Germania: a settembre ha registrato una flessione congiunturale dell’1,1 per cento deludendo le attese degli analisti che si attendevano un rialzo contenuto (+0,2%). Anche la Francia ha segnato un calo della produzione industriale: -1,3% su base mensile a settembre.

Chiusura in lieve calo per l’euro con il dollaro che tocca i massimi di un anno dopo i dati sul lavoro Usa. La moneta unica passa di mano a 1,1548 dollari e a 131,08 yen. Il dollaro arretra sulla valuta nipponica a 113,47 yen.



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Redazione

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