FA – Football Addicted #15! “Il West Auckland e il primo Mondiale in Italia”

 FA – Football Addicted #15! “Il West Auckland e il primo Mondiale in Italia”


QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DEL WEST AUCKLAND TOWN, VINCITORE, A TORINO, DI QUELLA CHE DA MOLTI È STATA INDICATA COME LA PRIMA ‘COPPA DEL MONDO’.

Un grosso cartellone stradale con impresso il nome della città nella quale si sta per entrare. Come ovunque se ne trovano alla fine di quelle strade dette di collegamento.

Lettere gialle su sfondo azzurro, recitanti il nome “West Auckland”. Sotto di esse, in un carattere più piccolo, quello che potremmo definire un sottotitolo: “Casa della prima Coppa del Mondo”.

Con i campionati ancora fermi per la pausa Nazionali, noi di “FA – Football Addicted” oggi abbiamo deciso di portarvi qui. Nel profondo nord dell’Inghilterra. Nella contea di Durham. Nella città di West Auckland.

WEST AUCKLAND

Poco sopra Middlesbrough. Poco sotto Hartlepool (città di cui vi abbiamo già parlato nella puntata numero 7 di “FA”) e le più note Sunderland e Newcastle upon Tyne.

Casa dei vincitori della prima “Coppa del Mondo”. O almeno così dicono da queste parti.

Nel 1909 e nel 1911 il West Auckland Town FC ha vinto il “Sir Thomas Lipton Trophy”, considerato da molti come il primo Mondiale (per approfondire consigliamo la visione del breve documentario ‘Our Cup of Tea’ prodotto da Moving Adverts e narrato da Tim Healy).

Una storia curiosa e affascinante che oggi proveremo a raccontarvi lasciandoci aiutare direttamente dallo stesso club inglese.

L’ufficio stampa del West Auckland Town è infatti stato così gentile da condividere con noi preziose informazioni su come, dal punto di vista della società inglese, il West Auckland abbia vinto “la prima Coppa del Mondo”, come raccontato direttamente dal presidente del club, Jim Palfreyman, nel corso di un evento a tema tenutosi lo scorso anno.

“Contrariamente a quanto si pensa, la prima Coppa del Mondo per associazioni calcistiche non si tenne in Uruguay nel 1930. La prima Coppa del Mondo si tenne in Italia, a Torino, nel 1909”.

E guai a dire il contrario. A West Auckland tutti sono profondamente orgogliosi di vivere nell’unica città inglese capace di vincere due “Coppe del Mondo”. Chiedete a chiunque e otterrete la stessa risposta:

“L’Inghilterra nella sua storia ha vinto una sola Coppa del Mondo, nel 1966. Il West Auckland, invece, ne ha vinte due”!

MONDIALI FIFA E MONDIALI NON RICONOSCIUTI

Prima di entrare nel cuore della storia che vi vogliamo raccontare, è doveroso fissare alcuni paletti utili a creare un perimetro nel quale poter lasciare spazio di movimento al ragionamento.

La prima “Coppa del Mondo per Nazionali” fu organizzata in Uruguay nel 1930. Il trofeo assegnato al vincitore venne ribattezzato in un primo momento Coppa Vittoria e in un secondo Coppa Rimet, sostituito poi definitivamente nel 1970 dall’odierna Coppa del Mondo FIFA.

La prima “Coppa del Mondo per Club” riconosciuta dalla FIFA risale invece al 1960, ovvero all’epoca della creazione della Coppa Intercontinentale, poi sostituita dal Mondiale per Club FIFA dal 2004.

Prima di esse, la FIFA non riconosce nessun’altra manifestazione come “Coppa del Mondo per Club”, a eccezione della “Copa Rio” (organizzata tra il 1951 e il 1952 e vinta nell’ordine temporale da Palmeiras e Fluminense), classificata in un secondo momento dalla FIFA stessa come “la prima competizione per club a livello mondiale”.

Non sono invece mai state riconosciute in ambito FIFA le manifestazioni intercontinentali tra club svoltesi prima di tale periodo, ovvero il “Football World Championship” (tenutosi tra il 1887 e il 1902 e che vedeva contrapposti i campioni della Coppa d’Inghilterra e quelli della Coppa di Scozia) e il “Sir Thomas Lipton Trophy” (svoltosi tra il 1909 e il 1911 e vinto entrambe le volte dal West Auckland Town).

A interessare la nostra storia, come avrete ormai capito, è proprio l’ultimo trofeo citato. Non riconosciuto dunque ufficialmente dalla FIFA come un “Mondiale per Club”, ma considerato da molti organizzatori dell’evento all’epoca e da diverse altre realtà (ovviamente il West Auckland Town in primis) come la prima “Coppa del Mondo”.

E un fondo di verità c’è.

È innegabile, in effetti, il fatto che il “Sir Thomas Lipton Trophy” sia stato uno dei primi tornei internazionali di calcio che vedeva coinvolte squadre provenienti da almeno tre nazioni differenti.

In più il “Sir Thomas Lipton Trophy” è considerato da molti come la prima “Coppa del Mondo” (più ancora che come il primo Mondiale per Club) perché tra le quattro squadre partecipanti alla prima edizione del 1909 erano presenti tre club e una sorta di selezione nazionale. La squadra del Torino raccoglieva infatti, per l’occasione, i migliori giocatori dei tre diversi clubs di Juventus, Torino e Piemonte. Una sorta di prima Nazionale italiana, che sarebbe poi nata ufficialmente nel 1910.

È però doveroso sottolineare come il “Sir Thomas Lipton Trophy” sia stato a tutti gli effetti il figlio del meno noto “Torneo Internazionale Stampa Sportiva”, organizzato per la prima volta nel 1908 dal giornale La Stampa Sportiva di Torino. A parteciparvi furono quattro squadre italiane (Torino, Juventus, Piemonte e Ausonia Pro Gorla), una tedesca (Freiburger), una francese (Parisienne) e una svizzera (Servette, vincitrice della manifestazione).

SIR THOMAS LIPTON

Definiti i confini, torniamo ora a occuparci a tutti gli effetti del “Sir Thomas Lipton Trophy”, il protagonista, insieme al West Auckland Town, della nostra storia.

Il torneo fu organizzato per la prima volta nel 1909 a Torino su volere di Sir Thomas Lipton, all’epoca uno dei più noti commercianti di thé e imprenditori.

Sì, si tratta proprio di quel Lipton, quello il cui nome è impresso sulle confezioni contenenti le bustine dell’omonimo thé conosciuto ormai in tutto il mondo e che molti di voi, in questo momento, potrebbero avere da qualche parte in una delle credenze.

Originario di Glasgow, dove nacque nel 1851, Sir Thomas si traferì poi negli USA quando aveva solamente 15 anni. Qui lavorò sia in alcune piantagioni di tabacco che di cotone, prima di riscoprirsi autista di tram a New Orleans e dipendente di un negozio a New York. Un insieme d’esperienze che lo aiutarono a sviluppare la sua vena manageriale, portandolo negli anni successivi a diventare uno degli imprenditori più noti nel vecchio e nel nuovo continente, bravo a intrattenere rapporti commerciali anche con i Paesi asiatici.

Grande appassionato di yacht e di gare nautiche (desiderava ardentemente la vittoria della famosa America’s Cup di vela, ndr), Sir Thomas aveva capito che anche il calcio poteva essere un mezzo utile a diffondere il proprio marchio.

Il primo aprile 1905 assistette dagli spalti dello stadio Crystal Palace di Londra a un match tra Inghilterra e Scozia, terminato 1-0 per i Tre Leoni, e in quell’occasione l’idea di poter creare una manifestazione sportiva a suo nome iniziò a sedimentarsi nella sua testa.

Riconosciuto da molti come un generoso filantropo, oltre che come un abile commerciante, nel 1909 fu insignito del titolo di “Cavaliere del Grand Ordine della Corona d’Italia” e in quest’occasione decise di proporre la sua idea: creare un torneo da disputare in Italia e che vedesse contrapposti clubs internazionali di calcio. Uno il punto immodificabile: al torneo doveva prendere parte sicuramente una squadra proveniente dalla Gran Bretagna (se ricordate quanto detto sopra, nel precedente “Torneo Internazionale Stampa Sportiva” non era infatti presente alcun club d’oltremanica).

Nel Regno Unito il calcio era infatti in continuo sviluppo e il pubblico continuava a crescere. La selezione della Gran Bretagna (riunente sotto di sé calciatori amatoriali di Inghilterra e Scozia) aveva vinto nel 1908 la medaglia d’oro nella finale di calcio contro la Danimarca alle Olimpiadi (si sarebbe poi ripetuta nel 1912, sempre contro i danesi). Il momento sembrava dunque favorevole.

Nacque così il “Sir Thomas Lipton Trophy”!

IL TORNEO

Per la prima edizione del torneo vennero scelte quattro Nazioni partecipanti, tra le più forti all’epoca per quanto riguardava il settore calcistico.

L’evento venne organizzato da La Stampa Sportiva, giornale torinese che l’anno precedente aveva dato i natali al già pluricitato “Torneo Internazionale Stampa Sportiva”, e sovvenzionato principalmente da Sir Thomas Lipton. Il Velodromo Umberto I di Torino, lo stadio scelto per ospitare le gare.

Le squadre invitate furono: per la Svizzera il Winterthur, per la Germania il Kickers Stoccarda, per l’Italia il Torino (che, come abbiamo detto precedentemente, era in realtà una sorta di Selezione italiana contente giocatori provenienti dai club semi-dilettantistici di Torino, Juventus e Piemonte) e per l’Inghilterra il West Auckland Town.

A conquistare il torneo furono gli inglesi, grazie a un 2-0 in semifinale sui Kickers Stoccarda e a un altro 2-0 in finale contro gli svizzeri del Winterthur (reti di Rob e Jock Jones). Una delle due reti, come descritto dallo storico di West Auckland Martin Connolly, fu segnata con un rigore alquanto particolare. Un attaccante posizionò con cura il pallone sul dischetto e, voltatosi per tornare al limite dell’area, da dove iniziare la propria rincorsa per calciare, lasciò spazio a un compagno di squadra che calciò improvvisamente il rigore al suo posto, spiazzando il portiere.

Fu così che il 12 aprile 1909 il West Auckland Town ricevette dalle mani di Sir Thomas Lipton e del Re d’Italia Vittorio Emanuele III il “Sir Thomas Lipton Trophy” e si proclamò vincitore della prima “Coppa del Mondo”.

Ma chi è il West Auckland Town? E perché venne scelto come rappresentante dell’Inghilterra in questo torneo internazionale?

WEST AUCKLAND TOWN

Il West Auckland Town FC è un club dell’omonima città situata nella contea di Durham, nel nord dell’Inghilterra.

Fondato nel 1893, il club, all’epoca degli eventi, era formato essenzialmente da minatori che nel tempo libero si intrattenevano con il gioco del calcio. La squadra era dunque amatoriale e nel 1909 il campionato nel quale militava era la Northern League inglese.

Non era molto conosciuto in patria e tanto meno all’estero. E allora perché fu scelto per rappresentare l’Inghilterra nel “Sir Thomas Lipton Trophy”? Molto probabilmente per errore.

Esistono diverse versioni secondo le quali il West Auckland Town fu scelto, ma tutte alla loro base sembrano condividere un fondo comune: un errore.

Secondo la versione riconosciuta dal club, la squadra che avrebbe dovuto rappresentare l’Inghilterra nel torneo era il Woolwich Arsenal Football Club, oggi semplicemente noto come Arsenal.

W.A.F.C. era dunque il destinatario dell’invito, ma il W.A.F.C. al quale la lettera fu inviata fu il W.A.F.C. sbagliato.

Anziché al Woolwich Arsenal Football Club, l’invito venne infatti inoltrato al West Auckland Football Club.

Come fu possibile? La stessa storia dice che a sbagliare fu forse il segretario di Sir Thomas Lipton, al quale lo stesso imprenditore aveva assegnato il compito di scegliere e invitare la squadra inglese per il nuovo torneo riportante il suo nome. La Football Association inglese non aveva infatti sostenuto l’idea di Sir Thomas e si era rifiutata di selezionare una squadra in rappresentanza della Nazione.

Un’altra versione, sposata invece dal già citato storico di West Auckland Martin Connolly, dice che la Northern League all’epoca era una delle leghe inglesi più vecchie e apprezzate nel Regno Unito e che al suo interno racchiudeva squadre molto forti. Scelta come rappresentante fu dunque il Bishop Auckland (club in cui nel 1938/39 il poi leggendario manager del Liverpool Bob Paisley giocò come terzino destro, vincendo uno straordinario Treble: titolo della Northern League, Durham County Challenge Cup e FA Amateur Cup, ndr). L’invito però fu mandato per errore al club della città confinante: il West Auckland.

Su come il West Auckland fu scelto non v’è dunque certezza, anche se bisogna ammettere che tutto questo mistero rende ancora più affascinante l’intera storia.

POCHI SOLDI, TANTI SOGNI

L’invito a West Auckland fu accolto con stupore, gioia, ma anche tanta paura.

Il club, come detto, era formato da poveri minatori, i quali non potevano permettersi un viaggio fino a Torino.

L’occasione di rappresentare l’Inghilterra a livello internazionale fu però vista come una di quelle possibilità che capitano una volta sola nella vita e quindi l’intera cittadinanza si impegnò per fare in modo che la squadra potesse partire.

Molti giocatori impegnarono o vendettero addirittura gran parte dei propri beni e possedimenti. Molte donazioni vennero fatte dalle altre famiglie. La società fece tutto il possibile e alla fine vennero trovati abbastanza soldi per comprare biglietti del treno per lo spostamento da West Auckland a Dover, per un traghetto da Dover a Calais e per altri biglietti del treno da Calais a Torino, passando per Parigi.

Un viaggio di oltre mille miglia, verso un grande sogno.

E visto che il West Auckland Town quel torneo poi lo vinse, si può dire che lo sforzo comune portò i frutti desiderati.

(Componenti della squadra che vinse la prima coppa: Jimmy Dickinson, Rob Gill, Jack Greenwell, Rob Jones, Tom Gill, Charlie ‘Dirty’ Hogg, Ben Whittingham, Douglas Crawford, Bob Guthrie, Alf ‘Tot’ Gubbins, Jock Jones, David ‘Ticer’ Thomas, Tucker Gill. Sidney Barron, segretario del club).

VINCERE È DIFFICILE, RIPETERSI LO È ANCORA DI PIÙ

Al momento della creazione del torneo Sir Thomas Lipton aveva stabilito che chiunque avesse conquistato il trofeo per due edizioni consecutive avrebbe avuto il diritto di portare la coppa a casa con sé e mantenerla lì.

Il West Auckland non ci pensò due volte. L’obiettivo ora era quello di ripetersi nell’edizione 1911 (nel 1910 non vi fu alcun torneo, ndr) e di mantenere per sempre nel nord d’Inghilterra l’ambito trofeo.

Una nuova squadra fu amalgamata (solamente tre calciatori già presenti nella vittoriosa compagine del 1909 poterono permettersi nuovamente il viaggio verso Torino), nuovi sforzi economici vennero fatti. Nuova gloria venne cercata, inseguita e raggiunta.

Nella seconda edizione del torneo il West Auckland Town si presentò dunque come campione in carica. Le altre tre squadre selezionate furono invece gli svizzeri dello Zurigo e gli italiani di Juventus e Torino (questa volta l’Italia non schierò quindi una Selezione nazionale).

Le partite vennero disputate tutte allo Stadio di Corso Sebastopoli di Torino, davanti a circa 3.000 spettatori, e a conquistare la coppa fu ancora il West Auckland Town.

I minatori inglesi surclassarono infatti la Juventus con un netto 6-1 in finale, sotto gli occhi dell’arbitro italiano Meazza di Milano (descritto dai giornali dell’epoca come uno dei migliori direttori di gara italiani), scelto per questo importante incontro.

Il “Sir Thomas Lipton Trophy” fu dunque consegnato nuovamente nelle mani del West Auckland e riportato nell’omonima città. Questa volta per restarci.

Oltre al già citato trofeo, come riportato a pagina 5 de La Stampa del 16 aprile 1911 (consultabile nell’archivio storico online del giornale torinese, ndr), in occasione di questa seconda edizione del “Sir Thomas Lipton Trophy” furono distribuiti anche altri premi alle squadre partecipanti: la “Coppa della città di Torino”, la “Targa di Leonino da Zara” (famoso aviatore italiano, nonché altro sponsor dell’evento, ndr) e le “Medaglie d’oro offerte dalle Società torinesi”.

(Componenti della squadra che vinse la seconda coppa: J. Robinson, Tom Wilson, Charlie Cassidy, Andy ‘Chips’ Appleby, Michael Alderson, Bob ‘Drol’ Moore, Fred Dunn, Joe Rewastle, Bob Jones, Bob Guthrie, Charlie ‘Dirty’ Hogg, T. Riley, John Warick. Sidney Barton, segretario del club. Mr. Meek, Mr. Nolli, Mr. Hodgson e Mr. Chamberlain, ufficiali del club).

CADUTA E RINASCITA

Entusiasti per il secondo successo in altrettante edizioni del torneo, i giocatori del West Auckland Town sulla via del ritorno a casa accettarono di fermarsi ancora un po’ in Italia per disputare alcune amichevoli contro Fiorentina, Milan e Genoa. Altri due successi e un pareggio, prima del… tracollo.

Al ritorno a West Auckland i grandi sforzi economici sostenuti per questa seconda spedizione si rivelarono infatti più devastanti del previsto.

Il club sprofondò nei debiti e tutto ciò che poteva essere usato come garanzia per i creditori fu utilizzato. Coppa compresa.

Il “Sir Thomas Lipton Trophy” fu infatti dato in pegno, in cambio di 40 sterline dell’epoca, dal club a Mrs. Lanchester, proprietaria del Wheatsheaf Hotel, dove aveva sede il quartiere generale del club.

Tutto fu però vano. Nel 1912 i troppi debiti portarono al fallimento del club.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fece però aumentare la richiesta di carbone in tutta Inghilterra e i minatori di West Auckland riuscirono così a guadagnare il necessario per rifondare il club nel 1914.

COPPA RITROVATA, COPPA RUBATA

Ora al West Auckland non restava che riportare a casa il “Sir Thomas Lipton Trophy” dato in pegno qualche anno prima a Mrs. Lanchester. Dopo anni di ricerca, alcuni investigatori scoprirono che la donna si era trasferita a vivere a Liverpool.

Fu qui che nel 1960 la coppa venne riacquistata dal club per 100 sterline dell’epoca e riportata a West Auckland, dove venne posizionata in mostra nel pub Eden Arms, casa del segretario del club Syd Douthwaite.

Nel 1966, alla vigilia della “Coppa del Mondo” in Inghilterra, la Coppa Rimet fu rubata durante la sua esposizione a Westminster, ma fortunatamente fu poi ritrovata dal cane Pickles in un giardino nel sud di Londra.

Questo avvenimento spinse il West Auckland a spostare il “Sir Thomas Lipton Trophy” in un edificio più sicuro rispetto al vecchio pub, ovvero il Worksmen’s Club.

Nel 1994 alcuni ladri trovarono però comunque il modo di rubare il trofeo, lasciando l’intera cittadina nello sconforto.

A differenza della Coppa Rimet, il “Sir Thomas Lipton Trophy” non fu infatti mai più trovato (solamente la scatola originale è ancora in possesso del club) e il West Auckland fu così costretto a commissionare la riproduzione di una replica.

Per 20.000 sterline dell’epoca, una riproduzione fedele fu creata dopo un incontro tra John Harrison, proprietario della gioielleria Finley’s di Bishop Auckland, Jack Spencer, l’argentiere di Sheffield che aveva prodotto la coppa originale, e Wally Haynes, un altro argentiere.

Il costo della replica fu coperto in gran parte dalla Lipton Company, la quale, contattata dal club, fu più che felice di sovvenzionare la costruzione dell’opera.

Statua eretta a West Auckland e dedicata alle vittorie del Sir. Thomas Lipton Trophy del 1909 e 1911. (Fonte immagine: presa da Flickr con diritto Google Creative Commons)

CENTENARIO E STATUA

Nel 2009 il West Auckland Town è tornato in Italia per celebrare il centenario dalla prima storica vittoria del “Sir Thomas Lipton Trophy”.

Per l’occasione gli inglesi hanno affrontato la squadra Under 20 della Juventus, la quale si è imposta per 7-1 in un pomeriggio questa volta per nulla indimenticabile per gli ex minatori.

Nel 2013 a West Auckland è stata invece eretta e svelata una statua a ricordo della doppia impresa del 1909 e del 1911.

Un minatore sdraiato a terra con un piccone tra le mani, scavalcato nello slancio da un calciatore palla al piede.

Un’opera che riunisce perfettamente le due anime di West Auckland.

La “Casa della prima Coppa del Mondo”.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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Fonte immagine in evidenza: presa da Flickr con diritto Google Creative Commons





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Redazione

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