E’ morta la giornalista Gaia Servadio, l’italiana più famosa di Londra

 E’ morta la giornalista Gaia Servadio, l’italiana più famosa di Londra


LONDRA – Se n’è andata l’italiana più famosa d’Inghilterra. Gaia Servadio, scrittrice, giornalista, animatrice culturale, è scomparsa la notte scorsa a Roma, dove si trovava da qualche tempo. Aveva 83 anni e da più di mezzo secolo viveva nella capitale britannica. Era autrice di una quarantina di libri di narrativa e saggistica, dall’ultimo romanzo, Giudei, in parte ispirato da vicende familiari, pubblicato pochi mesi or sono da Bompiani, all’autobiografia Raccogliendo le vele, uscita per Feltrinelli nel 2014, per citare solo un paio dei più recenti.

Come reporter aveva seguito sul campo la guerra dei Sei Giorni in Israele, esplorato in lungo e in largo il Medio Oriente, vissuto per un periodo in Russia, scrivendo tra l’altro per La Stampa, il Corriere della Sera, il Times e l’Observer, oltre che girando documentari per la Rai e per la Bbc. Nella sua casa londinese meravigliosamente disordinata e stracolma di libri si ritrovavano a cena le maggiori personalità della letteratura, del cinema, dell’arte e della musica internazionale, da Bernardo Bertolucci a Claudio Abbado: basti dire che fu lei a combinare un incontro fra Primo Levi e Philip Roth, entrambi suoi amici. Viaggiatrice curiosa e avventurosa, era stata in tutto il mondo, spesso in compagnia di Inge Feltrinelli, a cui era legata come a una sorella.

È stata sposata dal 1961 al 1989 con lo storico britannico William Mostyn-Owen: dal matrimonio sono nati tre figli, Owen, Allegra (diventata la prima moglie dell’attuale primo ministro Boris Johnson) e Orlando. Quindi si è risposata con Hugh Myddelton Biddulph, discendente di una famiglia aristocratica che ebbe la proprietà del Times quando era il miglior giornale del mondo. A tavola, in una delle cene conviviali a cui era una gioia partecipare, il suo secondo marito dispensava aneddoti come quello in cui, da piccolo, vide il maggiordomo di famiglia consegnare un telegramma al nonno, il quale, dopo averlo letto, annunciò agli ospiti: “Abbiamo conquistato l’Everest”.

Il suo primo romanzo, Tanto gentile e tanto onesta, apparso nel 1967, fu un grande successo, tradotto in otto lingue. Poliedrica e interessata a tutto, tra le opere più recenti vanno ricordati Mozia, una rivisitazione dei Fenici in Sicilia, L’italiano più famoso del mondo, una biografia di Giovanni Battista Belzoni, Didone regina e I viaggi di Dio. L’Agenzia Letteraria Malatesta, che la rappresentava, la ricorda con profondo affetto e cordoglio.

Grande appassionata di musica classica e lirica, ha fatto parte dell’esecutivo della London Symphony Orchestra, ha affiancato Abbado nell’organizzazione del Festival Mahler and the Second School of Vienna e ha collaborato con il Teatro Massimo di Palermo. È stata insignita del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica dal presidente Sandro Pertini e di quello di Commendatore dal presidente Giorgio Napolitano.

Ma l’elenco delle cose da lei scritte e fatte non basta a descrivere Gaia. Bellissima, ironica, ospitale, affascinante, bravissima a intrattenere come a cucinare, innamorata della vita, lascia un vuoto incolmabile nella comunità intellettuale ebraica, italiana e inglese: un’altra donna come lei, semplicemente, non c’è. Resta il rammarico di non potere più andarla a trovare nella sua deliziosa abitazione di Chelsea.

 

 

 



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Redazione

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