«Così insegno l’inglese sui social e in pochi secondi»- Corriere.it

 «Così insegno l’inglese sui social e in pochi secondi»- Corriere.it


di Leonard Berberi

Intervista al 22enne veneto che studia Finanza in Scozia e che su TikTok e Instagram pubblica tutti i giorni pillole linguistiche per quasi un milione di studenti digitali

Come si dice «mutande» in inglese? Non certo «slip» — che significa scivolare —, ma «underwear». Per consigliare di abbassare la cresta, poi, non si usa «fly down» ma «get off your high horse». E la pronuncia esatta di «money», cioè i soldi? Sarebbe manii non monii. L’inglese corre su TikTok e Instagram a suon di video brevi e quotidiani. E l’autore è Davide Patron, «social-prof» 22enne di Mogliano Veneto (Treviso), da quattro a Dundee, in Scozia, dove studia Finanza all’università a prevede di laurearsi a giugno. I filmati, molto visti e condivisi, durano tra i 15 e i 60 secondi, «dipende dalla complessità dell’argomento», spiega lui al Corriere durante una videochiamata. La pronuncia di Davide è perfetta. Frutto anche del consiglio di un prof che suggerì di giocare con i suoni inglesi e di enfatizzarli. E proprio la pronuncia è uno degli elementi più forti di questo ragazzo con 623 mila seguaci su TikTok e altri 318 mila su Instagram.

Patron dove ha l’accento?

«Sulla o, quindi “Patròn”».

Parliamo della sua famiglia…

«Papà lavora in un’azienda di dispositivi di intelligenza artificiale, mamma fa la programmatrice. Ho un fratello di 19 anni».

Com’è Dundee?

«È una piccola città universitaria, comoda, a misura d’uomo, con una vita notturna interessante».

Come nasce l’idea di queste pillole video?

«Dopo un anno e mezzo a Dundee sono andato a Barcellona per otto mesi di Erasmus. È arrivato il Covid e così siamo finiti in lockdown. È a quel punto che alcune amiche mi hanno suggerito di fare qualcosa sui social».

Ci aveva mai pensato fino a quel momento?

«Ho sempre voluto pubblicare contenuti, ma una piattaforma come YouTube richiede un’attrezzatura avanzata, mentre TikTok è più immediato, diretto e semplice».

Quando ha pubblicato la prima clip?

«Il 6 giugno 2020».

Com’è andata?

«Ho ricevuto da subito dei feedback molto positivi, così è stato anche per i video successivi. C’è stato anche chi mi ha scritto che gli era ritornata la voglia di parlare in inglese con gli amici stranieri».

Cosa sono, in sintesi, i suoi post quotidiani?

«Delle pillole linguistiche facili, veloci e pratiche che non si trovano sui libri. Mi piace essere visto come l’amico che insegna le sfumature dell’inglese».

E su quali contenuti si concentra?

«Sulla pronuncia — e la mia all’inizio non era per niente buona —, sui modi di dire e sugli errori comuni che commettiamo in particolare noi italiani».

Come sceglie gli argomenti?

«Spesso quando sono con gli italiani: con loro dopo i primi venti secondi di saluti parlo sempre in inglese. Qualche spunto me lo danno anche le chiacchierate con mio fratello».

Le sue pillole hanno poca grammatica e molti modi di dire.

«È vero. Diciamo che mi rivolgo a un pubblico che ha già una base, la do per scontata. Ma devo anche dire che in generale la grammatica sui social annoia, meglio focalizzarsi su aspetti più divertenti della lingua».

Quante lingue sa?

«Diciamo che mi considero triplo madrelingua: italiano, inglese e spagnolo. Ho un livello intermedio di russo e sto cercando di migliorare il mio catalano. Per non farmi mancare nulla ho aggiunto anche il francese».

Il francese per cosa?

«Anche per la meditazione. È una cosa che faccio da un anno, mi serve contro lo stress».

In effetti di cose ne fa: il corso, il libro in uscita («English survival kit», Mondadori Electa), l’attività social, l’ultimo anno di università. Ma trova il tempo per divertirsi ogni tanto?

«Anche (ride, ndr). Ma grazie agli amici che mi portano via».

I video li realizza ogni giorno?

«All’inizio sì, ma adesso li giro in uno o due giorni per pubblicarli durante la settimana».

Quanto tempo le portano via?

«Quando mi vengono in mente gli spunti me li annoto. Poi li trasformo in filmati. Ogni clip mi porta via in media un’ora, considerando anche il montaggio, la preparazione, la pubblicazione».

Quando li gira?
«La mattina, quando c’è luce e soprattutto silenzio perché i miei coinquilini scozzesi dormono».

Però pubblica la sera.

«Sì, verso le 8, ora italiana. All’inizio era verso pranzo, ma poi ho notato che la sera era meglio quando le persone hanno finito di lavorare, di studiare, di fare palestra».

Che consiglio darebbe a un italiano che vuole imparare bene l’inglese?

«Se è all’estero suggerisco di non stare con i connazionali: è il modo migliore per non apprendere perché non si esce dalla comfort zone».

Le serie tv e i film possono aiutare?

«Sì, tantissimo. Magari con l’audio in inglese e i sottotitoli nella stessa lingua in un primo tempo per poi togliere i sottotitoli. Consiglio poi anche di imitare le frasi così da migliorare la pronuncia. Io ho iniziato così».

Qual è l’ultima serie che ha visto?

«Squid Game».

Che reazioni riceve sui video?

«All’inizio erano simili tra TikTok e Instagram. Poi si sono diversificate anche perché su TikTok ci sono giovanissimi, su Instagram sono più nella fascia 18-50 anni e magari più interessati ai modi di dire per esempio».

Riceve messaggi in privato?

«Tantissimi. Provo a rispondere a tutti, ma non ce la faccio sempre. Mi fanno piacere quelli che mi ringraziano perché sono tornati a parlare in inglese o quelli che hanno superato l’esame grazie a me».

Qualcuno ha mai criticato qualche sua «lezione»?

«Raramente. Si tratta più di puristi della lingua che aggiungono qualcosa su un modo di dire».

Si dice che gli italiani siano i peggiori a parlare inglese in Europa. È vero?

«Diciamo di sì, in compagnia di spagnoli e greci. Ma questo anche perché dalle scuole pochi escono con una buona base linguistica».

Che cosa pensa di fare dopo la laurea?

«Dipende. Voglio continuare con i progetti social e le lezioni d’inglese, ho in mente qualche novità».

Tipo?

«Magari un podcast».

In alternativa di cosa si potrebbe occupare?

«Potrei andare a lavorare in una banca».

Vuole tornare in Italia?

«Onestamente no. Vorrei continuare a vivere nel Regno Unito».

Mamma e papà non saranno felicissimi.

«Mamma se ne sta facendo una ragione, papà non si convince ancora».

Ultima domanda: i suoi video si chiudono con «bella lì», in italiano. Come si direbbe in inglese?

«Nice one».

Tutto qui?

«Tutto qui».

23 ottobre 2021 (modifica il 23 ottobre 2021 | 09:07)



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Redazione

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