Coronavirus oggi: Londra, Scozia e Galles verso il lockdown. Usa, iniziata la distribuzione dei vaccini Moderna

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Ap, Zambon avvertì Oms: “Molti morti se rapporto ritirato”

Francesco Zambon, uno degli autori del rapporto sulla risposta italiana al coronavirus pubblicato il 13 maggio dall’Oms ma ritirato il giorno dopo sotto presunte pressioni, avvertì i vertici dell’Organizzazione mondiale della Sanità che molte persone sarebbero morte e che la stessa Oms avrebbe subito danni “catastrofici” alla sua credibilità se il documento fosse stato eliminato. Lo si legge su Abc news che cita le email di Zambon al capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, del 28 maggio visionate dall’Associated Press.

La gestione del rapporto avrebbe causato uno “scandalo di proporzioni enormi, in un momento delicato per l’agenzia Onu con l’imminente inchiesta sul Covid-19”, scrisse Zambon, ricercatore dell’Oms. L’Organizzazione – che secondo i documenti interni visti dall’Ap aveva approvato la pubblicazione del testo – spiegò in seguito che il documento era stato ritirato a causa di “inesattezze fattuali” e negò di aver subito pressioni dal governo italiano affinché fosse rimosso. Nel testo si sosteneva che il ministero della Salute non aveva aggiornato il piano pandemico italiano dal 2006 e che nel 2017 era stato riconfermato senza sostanziali cambiamenti.

“Impreparati a una simile marea di pazienti gravi, la reazione iniziale degli ospedali è stata improvvisata, caotica e creativa – recitava il documento -. C’è voluto del tempo prima che un protocollo ufficiale fosse disponibile”. Secondo l’Ap, in una email del 13 maggio il direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra scrisse a Zambon che l’Italia aveva appena fatto una donazione volontaria di 10 milioni di euro all’agenzia Onu e che stavano per iniziare i negoziati per il finanziamento dell’ufficio dell’Oms di Venezia. “Ci sono già segnali di agitazione nelle istituzioni italiane e di un risentimento non necessario contro l’Oms”, scrisse Guerra a Zambon il 14 maggio.

Il giorno dopo, anche il capo dell’Oms Europa, Hans Kluge, scrisse a Zambon che il ministro della Salute Roberto Speranza era stato “molto contrariato” dal rapporto: il governo italiano, disse, si sente “costantemente attaccato dalla stampa e ogni parola può essere interpretata male. Si sono sentiti calpestati da un amico”. Kluge aggiunse che avrebbe proposto a Speranza di includere funzionari italiani nella revisione del rapporto: “Abbiamo bisogno di un ministero della Salute felice e di dare il via libera per Venezia”, disse riferendosi al finanziamento per l’ufficio nella città lagunare.

Intanto Zambon aveva avvertito Tedros e Kluge che molte vite erano a rischio in tutto il mondo negando le “lezioni imparate” dall’Italia. “Una grande squadra di esperti ha lavorato letteralmente giorno e notte con un obiettivo: assicurare che quanto avvenuto in Italia non si ripetesse in quei Paesi temporalmente indietro nella curva epidemica”, scrisse Zambon a Kluge il 27 maggio. “Il rapporto contiene messaggi importanti, estrapolati dai fatti su cosa ha funzionato (molte cose) e sui punti ciechi del sistema”. Il giorno dopo, in un messaggio a Tedros, Zambon avvertì del “rischio di un danno catastrofico in termini di indipendenza e trasparenza se una versione ‘censurata’ della pubblicazione venisse modificata”, così come di una relazione “compromessa” con il governo del Kuwait, uno dei maggiori donatori dell’Oms, che ha finanziato la ricerca con 80 milioni di dollari.



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Redazione

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