chi era il kamikaze Emad Al Swealmeen (detto Enzo)

 chi era il kamikaze Emad Al Swealmeen (detto Enzo)


Nessun pian coordinato, “solo” l’azione di uno sbandato solitario, di origine araba ma senza alcun legame con il terrorismo internazionale, e anzi apparentemente psicolabile. Questa in sintesi la vicenda dell’attentato compiuto domenica a Liverpool, dove un uomo, Emad Al Swealmeen, di 32 anni, ha fatto esplodere un ordigno che aveva con sé all’interno di un taxi, perdendo la vita lui solo e ferendo il coraggioso tassista David Perry in modo non grave.

Sono stati rilasciati senza alcuna accusa quattro giovani, tra 20 e 29 anni di età, fermati inizialmente come potenziali fiancheggiatori. Non esisteva nessuna cellula terroristica.

Chi era Emad Al Swealmeen (detto Enzo)

Al Swealmeen è un giordano rifugiato da diverso tempo nel Regno Unito: in passato aveva tentato di farsi passare per siriano per ottenere asilo politico. In passato aveva minacciato dei passanti per strada con un coltello, nell’ambito di un episodio addebitato ai suoi disturbi mentali a quanto raccontato al Sun da Malcolm ed Elizabeth Hitchott, la coppia – un ex militare e sua moglie, impegnati in un’organizzazione caritativa cristiana. – che per un certo periodo l’aveva preso sotto tutela.

Forse lo scorso weekend Emad si è voluto vendicare per la mancata concessione dell’asilo: obiettivo per il quale si era pure convertito – almeno formalmente – dall’Islam alla fede anglicana, nel 2017. Si è del resto saputo che il rifugiato giordano – passato durante l’infanzia in Iraq, terra di nascita della madre – aveva anche cercato di allontanare da sé le tracce delle proprie origini mediorientali fino al punto da farsi chiamare sui social media o in giro per Liverpool con un nome di sapore italiano: Enzo Almeni, scelto in onore di Enzo Ferrari. Era un grande fan delle auto veloci.

Malcolm ed Elizabeth Hitchcott raccontano ai tabloid di “un giovane cosi’ adorabile”. “Voglio dire, ha vissuto qui per otto mesi, e noi vivevamo fianco a fianco. Non c’e’ mai stato qualcosa che ci abbia fatto pensare male”, ha raccontato ancora Hitchcott. “Era venuto per la prima volta in cattedrale nell’agosto 2015 e voleva convertirsi al cristianesimo: ha seguito un corso Alpha, che spiega la fede cristiana, e lo ha completato nel novembre di quell’anno. Ha potuto cosi’ fare una scelta informata, e’ passato dall’Islam al cristianesimo ed e’ stato confermato ccristiano nel marzo 2017, poco prima di venire a vivere con noi. Era indigente in quel momento e lo abbiamo accolto”.

Ufficialmente le autorità non si sbilanciano sulle motivazioni del gesto.



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Redazione

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