Camera con vista sul lusso, le grandi catene di alberghi tornano a investire a Roma

 Camera con vista sul lusso, le grandi catene di alberghi tornano a investire a Roma


Il lusso mondiale prende la strada di Roma. E lo fa ripartendo dagli hotel. Superata la crisi del Covid-19, archiviata la parentesi elettorale, la città si prepara a una nuova ondata di investimenti stranieri che i grandi eventi in programma, dal Giubileo del 2025 all’ambito Expo 2030 sembrano pronti a riattivare riportando la capitale al centro delle mappe del turismo mondiale.È una strada lunga, in parte in salita, iniziata già dall’anno in corso.

 

A maggio è stato aperto in largo Benedetto Marcello The Hoxton, il primo investimento italiano della catena inglese Ennismore. Il 1° novembre è invece prevista a San Lorenzo l’apertura della Soho House, che inaugura la presenza a Roma della catena britannica che nacque a Londra nel 1995 quando il fondatore Nick Jones trasformò in un piccolo boutique hotel lo spazio soprastante il suo ristorante. Da quella casa georgiana nel cuore di Londra, oggi sono 27 le Soho House aperte nel mondo. E da qui a pochi giorni anche a Roma.

Ancora per novembre è attesa l’apertura del W Hotel del gruppo Mariotti, nei pressi di piazza di Spagna. Nel 2022 dovrebbero invece aprire il CitizenM, che – stando agli annunci dei finanziatori – sarà dotato di docce emozionali e camere ipertecnologiche, e il Six Senses, del gruppo Ihg, a due passi dalla Fontana di Trevi.

Nel 2023 dovrebbe vedere la luce la nuova struttura nata da una partnership tra il gruppo Accor (altro player internazionale nel settore dell’hospitality di lusso) e l’hotel Minerve per riaprire lo storico hotel di piazza della Minerva.

Operazioni che nascono da progetti approvati e investimenti stanziati ormai da due, tre anni, in parte rallentati per via della crisi del turismo legata al Covid-19. Uno stop che, negli ultimi mesi, è stato sostituito da una decisa ripartenza, con l’obiettivo di farsi trovare pronti al ritorno del turismo di lusso.

A questo guarda anche il Bulgari Hotel, che dovrebbe essere inaugurato nel 2022 in piazza Augusto Imperatore. L’hotel occuperà un edificio costruito tra il 1936 e il 1938 e progettato dall’architetto Vittorio Ballio Morpurgo, proprio di fronte all’Ara Pacis e al Mausoleo di Augusto.

Anche in questo caso investimenti milionari, come quelli per l’apertura del Rosewood di via Veneto, che invece sorgerà nella ex-sede della banca BNL e che dovrebbe essere inaugurato nel 2023.

Un’altra catena internazionale del lusso che arriva nella capitale definita da Sonia Cheng, amministratore delegato del Grupppo Rosewood Hotel, “una delle città più vivaci d’Italia, con un’eredità indubbiamente ricca e un carattere affascinante, per molto tempo in cima alla lista delle destinazioni prioritarie in cui portare la bandiera del gruppo Rosewood”

La rinascita del lusso fotografa una ripartenza su quel settore che più di molti altri era stato colpito dalla pandemia e dai suoi effetti peggiori.

“La decisione di investire su Roma da parte di tante catene internazionali  – commenta Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma – è sicuramente un segnale incoraggiante. Il settore sta ripartendo, ma non dimentichiamo che russi e cinesi non possono ancora venire in Italia e che 400 alberghi attendono la prossima primavera per riaprire”.



Source link

Redazione

Related post

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

%d bloggers like this: