5G e fake news, ecco la guida ideata per i piccoli Comuni

 5G e fake news, ecco la guida ideata per i piccoli Comuni


La Gsma e l’Etno – ovvero l’ecosistema dell’industria delle telecomunicazioni – cercano di dare una risposta ai timori di tanti piccoli Comuni nei confronti del 5G e della sua sicurezza per la salute pubblica. Contro la disinformazione sulla tecnologia mobile di quinta generazione arriva così la Guida per le realtà locali intitolata “Capire il 5G”. (SCARICA QUI LA GUIDA 5G)

Il documento, pubblicato anche in italiano, raccoglie le evidenze scientifiche accreditate sulle emissioni di radiofrequenze e sfata i “miti” che si sono diffusi sugli impatti per la salute e l’ambiente. Ma, soprattutto, la guida mira a illustrare alle comunità locali di tutta Europa i vantaggi economici e sociali che saranno portati dal 5G e le potenzialità di generare crescita e lavoro.

Le fake news diffusesi tra i consumatori e l’ostruzionismo di alcune amministrazioni locali nei confronti del 5G hanno provocato quasi 300 attacchi incendiari contro le antenne e numerosi episodi di violenza contro operai delle reti di telecomunicazione fra l’anno scorso e l’inizio di quest’anno in 13 Paesi europei, Italia compresa.

Ecco gli elementi principali della guida.

I vantaggi del 5G

Con un’adozione diffusa del 5G in tutta Europa, BCG calcola che si potrebbero creare sino a 2,4 nuovi milioni di posti di lavoro entro il 2025 e generare 113 miliardi di euro all’anno in termini di Pil. Inoltre, l’adozione diffusa di soluzioni digitali 5G ha il potenziale di ridurre le emissioni totali di CO2 fino al 15%, stima BCG.

I casi d’uso in Europa comprendono il robot raccogli-rifiuti nel porto di Marsiglia, le ambulanze connesse nel Regno Unito, il triage più efficiente nell’affollato ospedale universitario di Bonn, la cantieristica di precisione in Spagna, l’università smart in Estonia e i “corridoi di viaggio” 5G, autostrade digitali che collegano centri logistici in tutta Europa e permettono di abbattere la CO2 generata dai trasporti su strada.

In Italia il 5G è un alleato del turismo: con il 5G, si possono offrire esperienze di realtà virtuale immersive per visitare e vivere i siti storici. A Matera, la città italiana in pietra bianca sito Unesco, i visitatori di tutto il mondo possono vivere un’esperienza coinvolgente anche in remoto grazie al 5G.

5G e salute

L’Oms sul 5G ha detto che “All’aumentare della frequenza, c’è una minore penetrazione nei tessuti corporei e l’assorbimento dell’energia diventa più limitato alla superficie del corpo (pelle e occhi). A condizione che l’esposizione complessiva rimanga al di sotto delle linee guida internazionali, non si anticipano conseguenze per la salute pubblica”.

Riguardo alle antenne “Gli studi fino ad oggi non forniscono alcuna indicazione sul fatto che l’esposizione ambientale a campi RF, come da stazioni base, aumenti il rischio di cancro o di qualsiasi altra malattia”.

Le stazioni base trasmettono e ricevono onde radio per connettere a Internet gli utenti di telefoni cellulari e altri dispositivi. L’intensità di quelle onde radio è molto bassa in aree pubbliche. I telefoni cellulari sono progettati per ridurre automaticamente la potenza al livello più basso possibile, pur mantenendo una connessione di qualità. Quando c’è una buona connessione a una stazione base, un telefono cellulare funzionerà a una potenza di trasmissione inferiore, si legge nella guida della Gsma.

Il 5G per la competitività dell’Europa

Alla fine del 2020, il 5G era commercialmente disponibile in 52 paesi del mondo, offerto da 135 società di telecomunicazioni.

In Europa, il 5G è attivo e funzionante in 38 paesi, offerto da quasi 50 operatori, con oltre 20 nuovi lanci programmati per il 2021. Entro il 2025, si prevede che il 5G coprirà un terzo dell’Europa e conterà 232 milioni di connessioni.

L’Europa deve recuperare un gap con il Nord America e la Cina, dove la metà di tutte le connessioni mobili sarà costituita dal 5G entro il 2025.

Portare la banda ultralarga e il 5G a tutti i cittadini europei, spingere l’adozione del cloud nelle Pmi, formare 20 milioni di esperti Ict e consentire alla quasi totalità della popolazione continentale di accedere a cartelle cliniche elettroniche e servizi pubblici attraverso il digitale è l’ambiziosa sfida che l’Unione europea si è posta con il Digital Compass 2030, la strategia che aggiorna gli obiettivi per il decennio.

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Redazione

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